Terzo aeroporto, Confindustria attacca: “Per la Campania servono scelte chiare”

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Luigi Della Gatta di Confindustria_al centro del tavolo
Luigi Della Gatta di Confindustria_al centro del tavolo
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CASERTA – La Regione “scarica” Grazzanise e Terra di Lavoro deve assistere all’ennesima giravolta su un progetto tirato fuori sistematicamente per recuperare voti. Le dichiarazioni del vicepresidente della giunta Mario Casillo sulla prevalenza di Pontecagnano (dove la Regione ha speso per allungare la lista) segnano il disimpegno dell’Ente di Palazzo Santa Lucia.

Non mostra dubbi il presidente di Confindustria Caserta Luigi Della Gatta, che ha prodotto uno studio (presentato pochi mesi fa) sulle possibilità dell’aeroporto di Grazzanise: “Non intendiamo entrare nel dibattito politico né esprimere valutazioni sulle priorità delle istituzioni. Con il nostro studio abbiamo voluto offrire al territorio un contributo tecnico ed economico, individuando le condizioni necessarie per rendere concretamente realizzabile un investimento complesso come quello dell’aeroporto di Grazzanise. Il nostro obiettivo è stato quello di fornire elementi oggettivi di valutazione, superando un dibattito che negli anni si è riproposto più volte senza tradursi in iniziative concrete”.

“Prendiamo atto – nota ancora il rappresentante di categoria – che la Regione ha individuato altre priorità strategiche. Qualora altre istituzioni ritenessero invece prioritario questo investimento, sarebbe necessario accompagnare tale indirizzo con risorse adeguate e iniziative concrete per accelerare il percorso governativo. Confindustria Caserta ha offerto il proprio contributo di analisi. Spetta ora alle istituzioni valutare se e come dare seguito a questa opportunità”.

Lo studio è stato commissionato da Confindustria Caserta alla Steer (società di consulenza internazionale specializzata in economia dei trasporti e sviluppo infrastrutturale). Lo scalo casertano non deve porsi in concorrenza con l’aeroporto di Napoli-Capodichino, ma fungere da infrastruttura complementare. In particolare, lo studio evidenzia le potenzialità dello scalo per il settore cargo e merci per servire l’area di Terra di Lavoro, il Casertano, parte della periferia nord dell’area metropolitana di Napoli e il basso Lazio.

La Steer ha tracciato un’analisi dei costi e delle prospettive di crescita del traffico aereo nell’area, stimando un primo lotto di investimenti iniziali intorno ai 100 milioni di euro per rendere l’area operativa per i voli civili, compatibilmente con le strutture militari esistenti. L’analisi ha evidenziato che la concreta fattibilità e la capacità di attrarre traffico dipendono strettamente da fattori esterni non ancora del tutto definiti, tra cui la realizzazione e il potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari per connettere efficacemente lo scalo alla rete regionale. La necessità di un progetto esecutivo dettagliato e di coperture finanziarie strutturate (che richiedono il coinvolgimento attivo del Governo, di Enac e appunto della Regione). Ma sembra che quest’ultimo ente si sia sfilato dall’operazione.

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