L’ex centrocampista Valon Behrami, intervenuto durante una trasmissione sportiva, ha espresso forti perplessità sulla gestione del talento Francesco Camarda da parte del Milan. Secondo la sua analisi, il percorso seguito finora per il giovane attaccante è stato controproducente e rischia di comprometterne lo sviluppo.
Il punto centrale della critica riguarda la metodologia di crescita. Behrami ha sottolineato come il semplice allenamento con la prima squadra, senza un impiego costante in partite ufficiali, non sia sufficiente. “Non concepisco il fatto dell’allenamento: non ti dà nulla!”, ha affermato, evidenziando come l’esperienza maturata in campo sia insostituibile per un giovane che deve ancora formarsi non solo tecnicamente, ma anche caratterialmente.
Un altro ostacolo fondamentale è di natura economica. Il contratto già significativo sottoscritto dal giocatore rappresenta un grosso problema in ottica di un prestito formativo. Club di campionati come quello olandese o belga, ideali per la valorizzazione dei giovani, farebbero fatica a sostenere un simile ingaggio. Queste società, inoltre, investono su un giovane solo se possono prevedere un ritorno economico, un modello che si scontra con la necessità di un semplice prestito secco per accumulare esperienza.
Questa situazione, ha spiegato Behrami, è comune a molti giovani talenti che, dopo poche presenze in un grande club, ottengono un contratto importante che li rende di fatto “imprigionati”. Diventa difficile trovare una squadra disposta a prenderli in carico, specialmente se la società di appartenenza non possiede una struttura dirigenziale capace di creare sinergie e progetti tecnici mirati con altri club.
L’analisi si è poi spostata sul campo, dove Behrami ha confessato di non aver notato progressi tangibili nelle sporadiche apparizioni di Camarda. “Non riesco a vedere una crescita, neanche di personalità e né di posizionamento del corpo, tecnica, tattica”, ha commentato. Questo stallo sarebbe la diretta conseguenza della mancanza di continuità.
La soluzione proposta è chiara e pragmatica: il giocatore ha un bisogno assoluto di giocare. Per essere pronto per il Milan, dovrebbe prima affrontare un percorso altrove, accumulando almeno 30 o 40 partite da titolare in un campionato competitivo. Solo così potrà costruire quella base di esperienza e consapevolezza necessaria per imporsi ad alti livelli. Il giudizio finale è netto: il percorso attuale è stato “completamente sbagliato” e necessita di una rapida correzione di rotta.



