NAPOLI – Palazzo Marina, uno degli edifici al centro dell’inchiesta sui presunti illeciti legati al Superbonus 110%, era già stato sequestrato nell’aprile del 2025 dalla guardia di finanza di Mondragone. Il complesso immobiliare, situato nel residence Fontana Blue del Villaggio Coppola e stimato 25 milioni di euro, era finito sotto sigilli nell’ambito di un’indagine per lottizzazione abusiva.
La nuova ordinanza approfondisce la posizione dei proprietari del fabbricato, evidenziando una differenza rispetto agli altri condomini coinvolti. Secondo gli investigatori, infatti, negli altri complessi gli amministratori e i proprietari sarebbero stati indotti in errore dai tecnici incaricati di verificare la regolarità edilizia. Per Palazzo Marina, invece, la guardia di finanza ritiene che Claudio Moccia, amministratore unico dell’Immobiliare Moccia Srl, fosse consapevole dell’assenza di un valido titolo autorizzativo. La società risultava proprietaria di 102 delle 106 unità abitative del palazzo. Le restanti quattro appartenevano alla moglie e ai figli dell’imprenditore.
Anche per questo immobile, nelle pratiche del Superbonus, era stata richiamata una presunta licenza edilizia del 14 marzo 1964. Gli accertamenti hanno però evidenziato che il documento non risultava negli archivi ufficiali del Comune ed era privo degli elementi necessari a identificare con certezza il fabbricato. Nonostante queste criticità, secondo la Procura sarebbero stati generati crediti fiscali non spettanti per quasi 16,7 milioni di euro, successivamente ceduti alle imprese incaricate dei lavori. Di questi, oltre 12,3 milioni risultavano già trasformati in denaro. La posizione degli indagati dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.









