Dopo un’estate trascorsa per la prima volta in carriera da svincolato, Matteo Darmian ha trovato una nuova sistemazione a stagione già iniziata. Il difensore ha definito quel periodo ‘particolare’, un’esperienza inedita che lo ha messo alla prova ma non ha scalfito la sua volontà di continuare a giocare ad alti livelli.
La sua determinazione è stata premiata con la chiamata del Bologna. Un’opportunità che l’ex terzino dell’Inter ha descritto come ‘inaspettata’ ma che ha deciso di cogliere al volo, spinto dall’emozione e dalla carica per una nuova sfida professionale.
Iniziata questa nuova avventura, il giocatore ha raccontato di essersi sentito subito carico e motivato a fare bene. Nonostante il trasferimento, il legame con il suo recente passato nerazzurro è rimasto fortissimo. Ha sottolineato come il gruppo sia sempre stato la vera forza della squadra, la base su cui sono stati costruiti i successi degli ultimi anni.
Ha ricordato con affetto il rapporto con i compagni, in particolare con il blocco degli italiani, da Bastoni in poi, e con Marcus Thuram. È stato proprio l’attaccante francese, soprannominato ‘Tikus’, a dargli un nomignolo che il difensore ha dichiarato di portarsi dietro con grande piacere, a testimonianza della profonda amicizia nata nello spogliatoio.
Interrogato sul campionato, non ha avuto dubbi nell’indicare l’Inter come la squadra più forte e la favorita per la conquista dello Scudetto. Una convinzione, ha spiegato, rafforzata anche dalle recenti prestazioni della squadra, che sta dimostrando tutto il suo valore anche in questa stagione.
Ha raccontato di aver assistito di persona all’incontro di Champions League tra Real Madrid e Inter al Santiago Bernabéu, portando con sé anche i suoi figli. In quell’occasione ha visto ‘una squadra forte, capace di andare a Madrid con una grande mentalità e di imporre il proprio gioco’, un atteggiamento non comune contro avversari di tale caratura. Nonostante la sconfitta, è convinto che i nerazzurri avranno la possibilità di andare avanti in Europa e si augura che possano arrivare il più lontano possibile.
Riflettendo sui mesi senza contratto, ha ammesso che qualche pensiero negativo gli era balenato nella mente, ma la passione per il calcio lo ha sempre spinto a guardare il lato positivo, convinto che un’occasione sarebbe arrivata. La consapevolezza di avere un solo anno di contratto residuo con l’Inter lo aveva preparato alla possibilità che il suo percorso a Milano potesse concludersi.
Il suo bilancio di sei anni in nerazzurro è comunque estremamente positivo. Si è detto orgoglioso di aver concluso l’esperienza vincendo uno Scudetto e una Coppa Italia, definendo il periodo trascorso ‘stupendo’. Ha concluso sottolineando il legame ‘incredibile e unico’ che si è creato con i giocatori, lo staff, la società e i tifosi, un patrimonio di affetti che ha promesso di portare sempre con sé.









