NOME E FOTO. Fuga in moto: arrestato 37enne di Casal di Principe. Sorpassò i carabinieri impennando con la moto per poi scappare a tutta velocità

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Marco Losapio
Marco Losapio
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CASAL DI PRINCIPE – Un’impennata davanti ai carabinieri, la fuga a tutta velocità per le strade cittadine e, infine, l’arresto. Protagonista dell’episodio Marco Losapio, 37enne di Casal di Principe, già noto alle cronache giudiziarie per il suo coinvolgimento in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul presunto controllo del gioco d’azzardo clandestino da parte del clan dei Casalesi. Secondo la ricostruzione dei militari della locale Stazione, Losapio, alla guida di una motocicletta Honda Africa Twin, avrebbe sorpassato un’autoradio dell’Arma procedendo su una sola ruota, per poi allontanarsi a forte velocità. Ne sarebbe scaturito un inseguimento lungo le strade di Casal di Principe.

Durante la fuga, il motociclista avrebbe effettuato manovre particolarmente pericolose, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri automobilisti. I carabinieri, che lo avrebbero riconosciuto sin dalle prime fasi dell’episodio, hanno avviato le ricerche, riuscendo successivamente a rintracciarlo nella sua abitazione. Il 37enne è stato quindi accompagnato in caserma e arrestato per le ipotesi di reato di fuga pericolosa e resistenza a pubblico ufficiale.

Dagli accertamenti è emerso che Losapio era già sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria presso la stessa Stazione dei carabinieri. Dopo l’arresto è comparso davanti al giudice per il rito direttissimo ed è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Il nome di Losapio era già comparso in un’indagine condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Dda di Napoli, riguardante gli interessi della criminalità organizzata nel settore del gioco clandestino. In particolare, gli investigatori gli avevano attribuito un ruolo nel presunto sistema di installazione, all’interno di bar e locali dell’Agro aversano, di apparecchi elettronici da gioco illegali, tra videopoker e slot machine non collegate alla rete dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nell’ambito della stessa inchiesta erano state formulate anche contestazioni relative all’intestazione fittizia di attività commerciali, con l’aggravante della finalità di agevolare la fazione Schiavone-Russo del clan dei Casalesi. Si tratta di accuse riferite a un precedente procedimento, distinte dai fatti che hanno portato al nuovo arresto. Per entrambi resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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