TORRE DEL GRECO – Una volante distrutta, due poliziotti intrappolati tra le lamiere e una fuga che sarebbe durata dodici ore. La notte di Halloween si trasformò in tragedia a Torre del Greco, dove l’impatto tra un Suv e l’auto di servizio della polizia di Stato costò la vita all’assistente capo coordinatore Aniello Scarpati, 47 anni, e lasciò gravemente ferito il collega Ciro Cozzolino. A distanza di un anno, per Tommaso Severino, 29 anni, di Ercolano, è arrivata la condanna a dieci anni di reclusione. Il verdetto è stato pronunciato dal gip del Tribunale di Torre Annunziata al termine del rito abbreviato. Severino è stato condannato per omicidio stradale aggravato dalla fuga, lesioni stradali e omissione di soccorso. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena complessiva più severa: dodici anni per omicidio e lesioni stradali, oltre a un anno e quattro mesi per l’omissione di soccorso.
La tragedia si consumò nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre 2025. La volante con a bordo Scarpati e Cozzolino stava percorrendo viale Europa quando, all’improvviso, il Suv guidato da Severino travolse l’auto della Polizia. Un impatto violentissimo, che trasformò pochi istanti in una corsa contro il tempo per salvare i due agenti. Dopo lo schianto, secondo la ricostruzione accusatoria, il conducente del Suv si allontanò senza prestare soccorso, lasciando i poliziotti nell’abitacolo devastato. Mentre scattavano i soccorsi e arrivavano le ambulanze del 118, per Scarpati le condizioni apparvero subito disperate.
Le ferite riportate nello scontro si rivelarono fatali: nonostante l’intervento dei sanitari, per il 47enne non ci fu nulla da fare. Il collega Cozzolino venne invece trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli. Per lui iniziò una lunga battaglia, trascorsa in condizioni gravissime prima che i medici potessero dichiararlo fuori pericolo. Una sopravvivenza strappata a un impatto che aveva spezzato la vita di un poliziotto e sconvolto quella dell’altro.
Intanto, mentre le indagini cercavano di ricostruire la dinamica dell’incidente e individuare il responsabile, di Severino non c’era traccia. La fuga si concluse dodici ore dopo, quando il 29enne venne rintracciato e arrestato. Ora la sentenza mette un punto giudiziario di primo grado sulla vicenda, con una condanna a dieci anni di carcere. Resta il bilancio di quella notte: un agente morto mentre era in servizio, un collega sopravvissuto a ferite gravissime e una fuga che, secondo l’accusa, avrebbe aggiunto un ulteriore drammatico capitolo a uno schianto già costato una vita.











