L’ala del Tottenham Hotspur, Dejan Kulusevski, ha raccontato il peso fisico e mentale del suo lungo infortunio, confessando di aver temuto per la propria carriera. Il nazionale svedese ha saltato l’intera stagione 2025-26 a causa di un grave danno al ginocchio subìto nell’ultima giornata della stagione precedente.
L’ex giocatore della Juventus si è infortunato nella partita finale della stagione 2024-25, dopo uno scontro con Marc Guehi. Gli esami diagnostici hanno rivelato che un frammento di cartilagine si era staccato e spostato all’interno dell’articolazione, un danno complesso che non poteva essere risolto con una semplice cura. Il suo stop è durato 526 giorni.
In un’intervista al sito ufficiale del club, Kulusevski ha descritto le conseguenze immediate dell’impatto. «Ricordo la partita, un buon riscaldamento, poi il colpo dopo dieci minuti», ha raccontato. «C’era dolore, ma non eccessivo; ho avuto di peggio. Sentivo però il ginocchio troppo mobile».
La diagnosi ha confermato la gravità del problema. «Mi sono rotto la cartilagine, che è schizzata via finendo in un’altra parte del ginocchio. Dato che la cartilagine non si può riparare, dalla risonanza magnetica hanno potuto vedere che una parte della mia era andata persa».
Il danno fisico ha presto lasciato spazio all’angoscia mentale, portandolo a una conversazione straziante con la sua famiglia. L’attaccante ha ammesso di aver quasi perso la speranza di poter tornare a giocare.
«L’ho detto a mia madre: mi sono seduto con lei e le ho detto: ‘Senti, non credo che ce la farò’», ha ammesso Kulusevski. «Dovevo prepararla al peggio, dicendole: ‘Non credo di poter giocare più’».
La sua lunga assenza lo ha tenuto lontano da uno dei momenti più importanti della storia recente del Tottenham. Gli Spurs hanno finalmente vinto un trofeo battendo il Manchester United nella finale di Europa League 2025, ma per lui è stato durissimo assistere ai festeggiamenti da bordo campo.
«È stata una delle giornate più dure della mia vita», ha spiegato. «È stato bellissimo vedere tutta quella gente felice, ma per me è stato molto difficile. Ero lì con le stampelle, incapace di camminare. Non sono nemmeno riuscito a ritirare la mia medaglia perché era troppo scivoloso salire sul podio».
Il senso di isolamento è stato profondo. «Vedere la squadra festeggiare sull’autobus è stata probabilmente la parte più difficile di tutto questo percorso, perché in quei momenti ti senti davvero solo».
Dopo un recupero durato oltre un anno, l’attaccante è finalmente tornato in campo, giocando alcuni minuti nelle partite contro Coventry e Chelsea. Ora Kulusevski lavorerà per ritrovare la forma migliore nelle prossime settimane.
Con il Tottenham che cercherà la terza vittoria consecutiva contro il Crystal Palace, l’ala svedese avrà l’occasione ideale per rientrare stabilmente in squadra e lasciarsi alle spalle l’incubo dell’infortunio.










