Gerry Cardinale ha avviato la programmazione per la riorganizzazione del Milan, un percorso iniziato la scorsa estate con il rinnovamento dell’area tecnica e manageriale. Il piano prevede l’inserimento di un Head of Football per presiedere l’intera area sportiva, una posizione che ha visto il patron rossonero maggiormente coinvolto nell’operatività quotidiana del club.
Molte indiscrezioni hanno indicato in Markus Krösche, dirigente in uscita dall’Eintracht Francoforte, il profilo prioritario. Il manager tedesco, già seguito dal club rossonero in passato, rimane una pista concreta per ricoprire questo ruolo strategico.
Lo stesso Cardinale, in recenti interviste, ha fornito dettagli sul tipo di figura che intende nominare. “Non consegnerò mai più le chiavi a nessuno”, ha dichiarato il proprietario del club. “D’ora in avanti sarò sempre operativo e presente in prima persona. Intendo fare ciò che è il mio mestiere: uno dei miei compiti principali è il design organizzativo, e il nostro obiettivo è costruire una struttura calcistica di livello mondiale”.
Il patron ha poi aggiunto: “Ho dei profili in mente, ma diventeranno operativi solo all’interno e in funzione del modello societario che stiamo disegnando”. Ha inoltre specificato di non essere un professionista del calcio ma un proprietario, e che chiunque arriverà dovrà lavorare in stretta collaborazione con lui, poiché non intende più fare un passo indietro, confermando di aver parlato con diversi candidati.
Queste premesse sono centrali nella valutazione della candidatura di Krösche. Il dirigente tedesco ha concordato con l’Eintracht Francoforte di terminare in anticipo il suo contratto, che scadeva nel 2028, ed è abituato a lavorare con un team di collaboratori di fiducia e ampi margini di autonomia, come dimostrato nelle sue precedenti esperienze.
Per un professionista che ha sempre goduto di libertà al Paderborn, al Lipsia e all’Eintracht, entrare in una struttura dove il patron sarà così centrale e interventista rappresenterebbe una sfida inedita. Sebbene stimolante, l’adattamento non sarebbe semplice e automatico.
I contatti tra Cardinale, Krösche e altri candidati sono avvenuti anche nei mesi passati. I punti più complessi della trattativa hanno riguardato, e riguardano tuttora, proprio la definizione delle competenze e dei margini di manovra del nuovo dirigente.
Saranno necessari ulteriori incontri per stabilire se si potrà raggiungere un’intesa definitiva tra le parti. In caso contrario, come ha lasciato intendere lo stesso Cardinale, la società tornerà a valutare con maggiore intensità i profili alternativi già individuati per guidare l’area tecnica del futuro.










