GIUGLIANO – Un incidente stradale, una discussione sempre più accesa, poi la violenza. Quello che sembrava un banale sinistro tra un’automobile e uno scooter si è trasformato in un’aggressione culminata con una coltellata all’addome e un uomo finito in ospedale in condizioni gravissime. A distanza di alcuni giorni da quella notte, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a individuare il presunto responsabile: si tratta di Emmanuele Equatore, 19 anni, fermato dai militari e successivamente sottoposto agli arresti domiciliari. L’episodio risale alla tarda serata dello scorso 27 ottobre, ma la notizia è stata resa nota soltanto nelle ultime ore. Teatro della vicenda la SS7 Quater, allo svincolo di Licola, frazione di Giugliano. Qui, per cause inizialmente da chiarire, la Mini Cooper condotta dal 19enne e uno scooter si sono scontrati. Un impatto che, almeno in un primo momento, non sembrava avere conseguenze particolarmente gravi. Ma tra i due conducenti, anziché limitarsi agli accertamenti sull’incidente, è scoppiata una discussione. Dalle parole si è passati rapidamente alle mani, fino a quando la situazione è precipitata.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, al culmine della colluttazione il giovane avrebbe estratto un taglierino e colpito il conducente dello scooter al basso ventre. Una ferita profonda, che ha provocato una grave emorragia e reso necessario l’immediato intervento dei soccorritori. Dopo aver sferrato il fendente, il 19enne si sarebbe allontanato dal luogo dell’aggressione a bordo della propria automobile, lasciando a terra l’uomo ferito. La vittima è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove i medici hanno disposto un delicato intervento chirurgico per fronteggiare le conseguenze della coltellata. Le sue condizioni sono rimaste particolarmente serie: l’uomo è tuttora ricoverato in prognosi riservata.
A ricostruire quanto accaduto sono stati i carabinieri della stazione di Varcaturo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Fondamentali per le indagini si sono rivelate le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti lungo la SS7 Quater. Attraverso l’analisi dei filmati, i militari sono riusciti a risalire alla targa della vettura utilizzata durante l’aggressione, arrivando così a identificare il proprietario e conducente. La successiva perquisizione nell’abitazione del 19enne ha permesso di trovare la Mini Cooper, che presentava evidenti segni compatibili con il sinistro stradale, ma anche gli indumenti che il ragazzo avrebbe indossato la sera dell’accoltellamento. Elementi ritenuti importanti per consolidare il quadro investigativo e ricostruire i momenti successivi all’incidente.
Davanti agli investigatori, dopo una prima fase di reticenza, Equatore ha fornito la propria versione dei fatti, ammettendo le proprie responsabilità. Nelle spontanee dichiarazioni verbalizzate il 29 ottobre, il giovane ha raccontato di essere stato alla guida della Mini Cooper in compagnia della sorella quando, secondo la sua ricostruzione, lo scooter avrebbe invaso la corsia urtando la sua automobile. Da lì sarebbe nata la discussione. Il 19enne ha riferito di essere stato colpito violentemente al volto dal conducente dello scooter e di aver tentato di reagire, venendo però bloccato da alcune persone presenti sul posto, che avrebbe ritenuto conoscenti della vittima. Una situazione nella quale, a suo dire, si sarebbe sentito accerchiato e minacciato. E’ a questo punto che il giovane avrebbe deciso di prendere un taglierino dal cofano della propria automobile. Un attrezzo con impugnatura in plastica celeste che, secondo quanto dichiarato, si trovava nel bagagliaio perché utilizzato in precedenza per alcuni lavori con il nastro adesivo all’interno della vettura. Equatore ha sostenuto di averlo inizialmente preso soltanto per intimorire l’altro uomo e difendersi da una possibile aggressione.
Il racconto prosegue con un nuovo momento di tensione. Il 19enne avrebbe spiegato che, mentre si avvicinava allo scooter per fotografarne la targa, il conducente avrebbe tentato nuovamente di aggredirlo. Sentendosi ancora una volta circondato, avrebbe quindi impugnato il taglierino con la mano destra e colpito l’uomo al basso ventre. Dopo il fendente, sarebbe risalito in macchina insieme alla sorella e si sarebbe allontanato. Durante il tragitto, sempre secondo quanto riferito agli investigatori, si sarebbe disfatto sia del taglierino sia dei frammenti di carrozzeria staccatisi dalla Mini Cooper nell’incidente. Nel corso delle dichiarazioni, il ragazzo ha manifestato pentimento, sostenendo di non aver avuto intenzione di provocare conseguenze tanto gravi e di non aver creduto di poter fare del male alla vittima. Ha inoltre chiesto scusa per quanto accaduto.
Davanti al giudice per le indagini preliminari Vincenzo Saladino, Equatore ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, confermando tuttavia spontaneamente, nelle linee essenziali, la versione già fornita. Ha risposto soltanto a una domanda relativa alla disponibilità del taglierino, ribadendo di averlo utilizzato per lavori con il nastro adesivo all’interno dell’automobile e di averlo successivamente lasciato nel bagagliaio. Al termine dell’udienza, il gip ha convalidato il fermo e disposto nei confronti del 19enne la misura degli arresti domiciliari. Resta ora da chiarire fino in fondo la dinamica di quei momenti e soprattutto il contesto in cui una discussione nata dopo un incidente stradale è degenerata in un’aggressione dalle conseguenze potenzialmente drammatiche. Un uomo lotta ancora in ospedale, mentre sul giovane indagato prosegue l’iter giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.


















