TORRE DEL GRECO – Prima le minacce, poi il colpo esploso a distanza ravvicinata. E quando il ragazzo è ormai stordito e dolorante,
arriva anche una violenta botta alla nuca, sferrata con il calcio della stessa pistola. Una sequenza di aggressioni che si conclude con una
rapina tanto assurda quanto inquietante: gli vengono portati via gli occhiali da vista. Vittima un ragazzo di appena 17 anni, finito nel mirino di alcuni malviventi intorno alla mezzanotte in via Duca Lecco de Guevara, a pochi passi dal parcheggio Bottazzi. Una serata che avrebbe dovuto trascorrere come tante altre e che invece si è trasformata in un incubo. Tutto si sarebbe consumato in pochi istanti.
Il minorenne sarebbe stato prima avvicinato e minacciato, senza avere il tempo di comprendere fino in fondo cosa stesse accadendo. Poi la violenza, improvvisa e ravvicinata: uno degli aggressori avrebbe impugnato una pistola ad aria compressa e fatto fuoco contro il giovane,
raggiungendolo con un colpo sparato praticamente a bruciapelo. Ma non era ancora finita. Il 17enne, ancora sotto choc per quanto appena accaduto, sarebbe stato colpito ripetutamente? No: raggiunto da una violenta bastonata alla nuca, inferta utilizzando il calcio dell’arma. Un gesto brutale, che ha aggravato ulteriormente un’aggressione già particolarmente violenta.
Soltanto a quel punto i malviventi si sarebbero impossessati degli occhiali da vista del ragazzo, prima di dileguarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Pochi istanti per mettere a segno il raid e sparire nel buio, lasciando dietro di sé un minorenne aggredito e una nuova ferita alla sicurezza della città. Resta soprattutto l’inquietante sproporzione tra la violenza utilizzata e il bottino: un paio di occhiali, un oggetto di uso quotidiano, per il quale un ragazzo di 17 anni è stato minacciato, colpito con un’arma e picchiato alla testa. L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle ore notturne e sulla crescente preoccupazione per gli episodi di violenza che coinvolgono anche giovanissimi.
A inquietare, in questo caso, non è soltanto la rapina, ma la disinvoltura con cui sarebbe stata utilizzata un’arma, seppure ad aria compressa, per intimidire e ferire una vittima minorenne. Una violenza che non si è fermata neppure dopo il primo colpo e che si
è consumata in una zona del- la città frequentata anche da chi si sposta per raggiungere i locali e i luoghi di ritrovo.


















