Ammazzato un altro ragazzino, muore il ras dei Marsicano

Antonio Gaetano (ferito)

NAPOLI – Nel giro di quattro giorni i cittadini napoletani hanno avuto la conferma che in città può essere ucciso chiunque, in qualsiasi momento. Persone che orbitano intorno al mondo della camorra e  innocenti. Esplosi colpi di pistola agli chalet di Mergellina in due domeniche consecutive. In entrambi i casi, chi è stato centrato dalle pallottole, ha perso la vita. Entrambe le vittime non avevano ancora compiuto 20 anni. Ne aveva 18 Francesco Pio Maimone, che domenica scorsa è stato colpito da una pallottola esplosa da un altro giovanissimo, Francesco Pio Valda, che al termine di una rissa tra bande di Barra e Rione Traiano ha estratto la pistola illegalmente detenuta e ha fatto fuoco. Uno dei proiettili esplosi dopo la lite scoppiata perché al presunto assassino avevano sporcato le scarpe da mille euro, ha spezzato una vita innocente. Pio, originario di Pianura, è morto sul colpo. Antonio Gaetano, ritenuto il ras emergente del clan Marsicano, cosca egemone nella periferia Ovest di Napoli, invece è deceduto ieri all’ospedale San Paolo dopo dieci giorni di agonia. Gli avevano sparato nei pressi degli chalet a Mergellina il 12 marzo. Colpito da tre pallottole all’addome e alla zona cervicale, ha perso la vita a 19 anni. Francesco Pio Maimone e Antonio Gaetano hanno in comune l’età, il quartiere di origine e l’epilogo della loro breve vita. Napoli conta altri due morti giovanissimi. E non si contano gli agguati, le stese, a ogni angolo della città. Nonostante ciò, il sindaco Gaetano Manfredi ha detto che “la città non è assolutamente fuori controllo”. I fatti, però, lo smentiscono. Agli chalet di Mergellina (ma poteva succedere anche in altre zone della città) la follia ha spezzato due giovani vite. Francesco Pio aveva il sogno di diventare pizzaiolo. Viveva nella legalità. Antonio Gaetano, invece, era un ras. Secondo le informazioni in possesso degli inquirenti, era a capo del clan Esposito-Calone-Marsicano, da anni in lotta con i Carillo-Perfetto per il controllo delle piazze di spaccio a Pianura, teatro di una sanguinosa faida di camorra. Il 19enne era già sopravvissuto a un agguato a colpi di pistola nell’agosto del 2022. Pochi giorni prima del raid a Mergellina, fu vittima di un avvertimento: vennero esplosi proiettili all’indirizzo della sua abitazione. I nemici hanno completato l’opera, ferendolo gravemente nella zona degli chalet. Un’area frequentata da tanti altri giovanissimi. Per impedire che la mattanza dei bambini continui, le istituzioni devono assolutamente intervenire. Gli omicidi di Maimone e Gaetano hanno avuto origini diverse, anche se il 18enne è stato ammazzato durante una lite tra bande di persone che gravitano attorno alle cosche. La prima vittima, però, era estranea ad ambienti della malavita organizzata. Ha perso la vita mentre era seduto al tavolino a mangiare noccioline con gli amici. Non era l’obiettivo del pistolero. Il 19enne, invece, aveva un bersaglio disegnato addosso. E’ questo il destino di chi sceglie la camorra. Però chi governa la città deve far sì che un ragazzo come Antonio Gaetano abbia la possibilità di avere alternative concrete alle cosche. Ai napoletani basterebbe anche sapere all’indirizzo di giovani come il ras emergente dei Marsicano non vengano esplosi proiettili davanti a tanta gente. Una di quelle pallottole avrebbe potuto uccidere per sbaglio qualcun altro. D’altra parte è successo una settimana dopo l’agguato a Gaetano. Nonostante la sparatoria del 12 marzo non si è fatto nulla per impedire quella del 19. Tutto ciò è inconcepibile e inaccettabile.

I gadget scudetto falsi riaccendono la faida

Antonio Gaetano era considerato il ras emergente del clan Esposito-Calone-Marsicano da anni in lotta con i Carillo-Perfetto per il controllo del malaffare a Pianura. Sembrava che la retata del 14 luglio 2022 con la cattura di capi e gregari delle due cosche in guerra potesse mettere un freno alla faida. Ma così non è stato. Anzi, la tensione è salita di nuovo. Pare che alla base delle nuove tensioni registrate tra le palazzine di edilizia popolare nella periferia Ovest di Napoli ci sia il business dei gadget contraffatti per celebrare l’imminente vittoria del terzo scudetto da degli azzurri, ovvero la squadra di calcio cittadina. Antonio Gaetano avrebbe fiutato l’affare e imposto agli ambulanti il pizzo. Un’intuizione illecita che pare abbia messo fine alla tregua decisa tra gli Esposito-Calone-Marsicano e i Carillo-Perfetto, che dopo essersi dichiarati guerra per il controllo delle piazze di spaccio, l’hanno fatto anche per sciarpe, bandiere, maglie e cappellini falsi con i loghi del Napoli e del tricolore. Al 19enne morto ieri all’ospedale San Paolo dopo dieci giorni di agonia era già stato lanciato un avvertimento qualche giorno prima dell’agguato che gli è costato la vita. Nonostante la stesa sotto casa, ha continuato a farsi vedere in giro. Ed è stato punito.

Fermo convalidato, il killer degli chalet resta in carcere

E’ stato convalidato il fermo di Francesco Pio Valda (nella foto). Il 20enne, accusato di aver esploso colpi di pistola nella notte tra domenica e lunedì nella zona degli chalet, deve rispondere dell’omicidio di Francesco Pio Maimone, colpito mortalmente da una delle pallottole esplose dal revoler detenuto illegalmente dall’indagato. Confermata anche l’aggravante mafiosa. Valda è figlio di Ciro, affiliato al clan Cuccaro di Barra, ucciso in un agguato di camorra nel 2013. Suo fratello Luigi, invece, è detenuto in attesa di essere giudicato per i proiettili esplosi per ferire un 16enne in piazzetta Bisignano a Barra nella scorsa primavera. Ieri il 20enne della periferia Est di Napoli non ha risposto alle domande formulate dal gip. Valda resterà in carcere a Secondigliano. Dalle indagini effettuate dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli guidati dal capo Alfredo Fabbrocini, pare che il presunto assassino abbia esploso colpi durante una lite con persone appartenenti a un gruppo del Rione Traiano. Al 20enne sarebbero state sporcate le scarpe. Un affronto che è costato lo scoppio di una rissa, durante la quale Valda ha estratto il revolver e ha sparato. Una delle pallottole esplose ha colpito Maimone, estraneo alla lite, al petto. Il 18enne è morto poco dopo. L’autopsia sulla salma di Pio doveva essere effettuata ieri mattina. Tuttavia gli esami sul corpo del ragazzo che sognava di aprire una pizzeria sono stati spostati a domani mattina. Nel pomeriggio verranno celebrati i funerali nella chiesa di San Lorenzo a Pianura. Annunciata anche la presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il quale ieri ha fatto visita alla famiglia della vittima. Dopo aver commentato con parole choc l’accaduto, dicendo che la città che amministra “non è assolutamente fuori controllo”, la fascia tricolore ha incontrato Antonio Maimone, il papà di Pio, che mercoledì sera in diretta durante la trasmissione ‘Controcorrente’ su Rete4 aveva puntato il dito contro le istituzioni. “Sono assenti”, aveva detto. Per fargli cambiare idea di certo non basterà il dietrofront di facciata di ieri del sindaco.

Francesco Pio Valda

©RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome