Ancona, infettò l’ex facendo sesso non protetto: condannato a 16 anni

836
Pubblicato il

ANCONA – Sedici anni e otto mesi, è questa la la sentenza per Claudio Pinti. L’ex autotrasportatore, sieropositivo, è accusato di lesioni gravissime e omicidio volontario, per aver trasmesso il virus Hiv alle persone con cui aveva rapporti sessuali. La Procura aveva chiesto una condanna a 18 anni per il 35enne di Agugliano, accusato di lesioni gravissime e omicidio volontario per aver trasmesso il virtus dell’Hiv all’ex compagna, morta nel giugno 2017, e all’ultima fidanzata, che con la sua denuncia lo ha fatto arrestare.

Arrestato dopo la denuncia dell’ex con cui ha fatto sesso non protetto

Fu la la fidanzata a farlo arrestare, nel luglio dello scorso anno, dopo averlo denunciato. Aveva scoperto di essere diventata sieropositiva dopo aver avuto rapporti con lui non protetti. La donna, dopo alcuni sintomi tra i quali febbre e perenne mal di gola, ha fatto degli accertamenti medici specifici all’ospedale di Torrette e scoperta la malattia si rivolse alla polizia.

A confermare la detenzione fu il Riesame

La squadra mobile avviò un’indagine lampo sul caso di Ancona (partita dopo la denuncia, fatta a fine maggio) insieme allo Sco, il servizio centrale operativo. E nel pomeriggio del 12 giugno 2018 arrestò a Montecarotto il 35enne Claudio Pinti, autotrasportatore, mentre si trovava a casa dei genitori. A confermare la detenzione per l’imputato che ieri è stato condannato fu anche il tribunale del Riesame. Per i giudicid el tribunale della Libertà infatti, l’uomo avrebbe avuto la capacità di reiterare il suo comportamento e infettare altre donne.

Articolo precedenteIrpinia, esplode fabbrica di fuochi d’artificio: c’è un morto
Articolo successivoDazi, l’Europarlamento contro il negoziato Ue-Usa. E Trump alza i toni
Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome