ATP, i doppisti in rivolta contro la riforma del doppio

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Sport tennis
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Il futuro del doppio nel circuito tennistico maschile è al centro di un duro confronto. L’ATP ha presentato un progetto di riforma che, a partire dal 2028, punta a ridisegnare la struttura del Tour, ma la proposta ha provocato l’immediata e unanime reazione degli specialisti della categoria.

Secondo le linee guida illustrate dall’associazione ai giocatori, il piano mira a rendere il circuito più sostenibile economicamente. Le modifiche principali riguardano la drastica riduzione dei tabelloni di doppio: nei tornei Masters 1000 si passerebbe dalle attuali 32 coppie a 16, mentre negli ATP 500 e 250 il numero scenderebbe a sole 8 coppie. Anche la ripartizione del montepremi verrebbe alterata, con la quota per il doppio che passerebbe dal 20% al 10% del totale, a vantaggio del singolare.

I giocatori di doppio hanno risposto con un comunicato congiunto e una riunione a Wimbledon, esprimendo totale contrarietà al progetto. La loro principale richiesta è quella di essere coinvolti nel processo decisionale, temendo che tali cambiamenti possano compromettere la loro carriera. Gli atleti contestano l’idea che la riforma possa migliorare il prodotto, sostenendo che l’ATP non abbia mai realmente investito per promuovere e valorizzare la specialità.

Portavoce della protesta è l’italiano Andrea Vavassori, membro dell’ATP Player Council. Ha raccontato di aver organizzato un incontro con circa cinquanta colleghi, durante il quale è emerso un dissenso compatto. “Nessuno di noi era d’accordo”, ha dichiarato Vavassori, spiegando che una proposta di compromesso, come tabelloni a 24 coppie nei Masters 1000, non è stata presa in considerazione.

L’atleta ha espresso profonda delusione per la mancanza di rispetto percepita. “Ci consideriamo tennisti professionisti, non ‘specialisti di doppio’. Viviamo di questo sport e meritiamo rispetto”, ha affermato, riportando anche il pensiero di colleghi come Pierre-Hugues Herbert. La protesta evidenzia una spaccatura nel circuito, con i doppisti che non hanno ricevuto, al momento, il sostegno dei top player del singolare.

Secondo i doppisti, alcuni singolaristi potrebbero addirittura favorire la riduzione per avere più spazi e servizi a disposizione. Si tratta di un paradosso, in un momento in cui il tennis vive una fase di grande prosperità economica, con bonus milionari per i migliori. “Avete mai provato davvero a investire sul doppio?”, ha chiesto provocatoriamente Vavassori. Ora i giocatori cercheranno di far sentire la loro voce attraverso i media per mettere pressione sull’ATP e riaprire il dialogo. L’obiettivo non è creare una frattura, ma trovare una soluzione che rispetti l’integrità di entrambe le discipline.

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