Austria, associazioni musulmane: governo vuole screditarci

La principale associazione dei musulmani austriaci (IGGiOe) ha espresso la sua "indignazione" dopo che Vienna ha annunciato la chiusura di sette moschee e l'espulsione degli imam finanziati dalla Turchia.

/ AFP PHOTO / ADEM ALTAN

 

Vienna (Austria), 10 giu. (LaPresse/AFP) – La principale associazione dei musulmani austriaci (IGGiOe) ha espresso la sua “indignazione” dopo che Vienna ha annunciato la chiusura di sette moschee e l’espulsione degli imam finanziati dalla Turchia. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha criticato la mossa come anti-islamica. L’organizzazione musulmana ha attaccato il governo: “Vuole screditare la comunità religiosa”, ha detto il presidente del gruppo Ibrahim Olgun secondo cui la mossa dell’esecutivo “porterà in definitiva a un indebolimento delle strutture all’interno della comunità musulmana in Austria”. Il governo austriaco non ha prodotto alcuna “giustificazione oggettiva” per le chiusure, quattro delle quali si applicano alle moschee a Vienna, ha aggiunto.

Olgun ha anche criticato il governo per non aver informato la federazione delle misure in anticipo e per averle svelate l’ultimo venerdì del mese di digiuno musulmano del Ramadan. “Le soluzioni dovrebbero essere elaborate insieme attorno ad un tavolo piuttosto che unilateralmente sulle spalle della minoranza musulmana”, ha affermato IGGiOe. Vienna ha annunciato venerdì che chiuderà le sette moschee, dicendo che hanno violato le linee guida del 2015 che richiedono “un atteggiamento positivo nei confronti dello Stato e della società”. Diversi imam sono stati accusati di aver predicato l’Islam radicale. Vienna ha quindi rimesso in discussione il loro futuro, nonostante siano iscritti nell’elenco approvato dell’Unione islamica turca austriaca (Atib), la più potente associazione religiosa turca del paese e legata alla direttrice turca di affari religiosi Diyanet. Potrebbero essere espulsi fino a 60 imam e le loro famiglie. Atib nega che ci siano imam radicali che lavorano nelle moschee, sebbene l’associazione abbia riconosciuto alcunei legami finanziari con la Turchia che ha giustificato dicendo che questo era un fatto noto.

Erdogan ha reagito furiosamente, affermando che “queste misure adottate dal primo ministro austriaco stanno, temo, guidando il mondo verso una guerra tra la croce e la mezzaluna”. Alcuni dei partiti di opposizione austriaci hanno ampiamente sostenuto la mossa, con i socialdemocratici di centro-sinistra che la definiscono “la prima cosa sensata che questo governo abbia fatto”. I Verdi hanno sottolineato che potrebbe in realta aiutare la propaganda del governo turco. Circa 360.000 persone di origine turca vivono in Austria, tra cui 117.000 cittadini turchi.

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