NAPOLI – Si chiude nel capoluogo partenopeo la lunga vicenda giudiziaria di un uomo di 61 anni, un passato da “colletto bianco” macchiato da reati finanziari gravi. La sua corsa è terminata ieri, quando gli agenti della Polizia di Stato lo hanno tratto in arresto, ponendo fine a un periodo vissuto nell’ombra, lontano dai luoghi in cui, anni fa, aveva consumato i suoi illeciti. L’uomo dovrà ora espiare una pena definitiva di 4 anni e 2 mesi di reclusione.
L’operazione, condotta con precisione dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, è scattata in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso appena due giorni prima, lo scorso 23 settembre, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di La Spezia. L’Ufficio Esecuzioni Penali ligure, una volta divenuta esecutiva la condanna, ha attivato le ricerche per assicurare il condannato alla giustizia. Ed è proprio a Napoli che l’uomo è stato infine localizzato e bloccato.
I fatti contestati, per i quali è giunta la condanna definitiva, disegnano un quadro criminale complesso e articolato, che si snoda sull’asse tra Milano, capitale della finanza, e La Spezia. Tra il 2016 e il 2018, il 61enne si è reso responsabile dei reati di bancarotta fraudolenta e ricettazione. Un binomio che suggerisce un piano ben orchestrato: da un lato, il dissesto doloso di attività imprenditoriali, probabilmente attraverso la distrazione di beni e la falsificazione delle scritture contabili per sottrarre asset ai creditori; dall’altro, la ricettazione, ovvero l’occultamento o la reintroduzione nel mercato di beni di provenienza illecita, verosimilmente gli stessi sottratti alle società fallite.
Sono passati quasi dieci anni da quando quei reati furono commessi. Un lasso di tempo durante il quale l’iter processuale ha fatto il suo lento ma inesorabile corso, passando per i vari gradi di giudizio fino alla sentenza finale. Nel frattempo, l’uomo si era allontanato dal Nord Italia, scegliendo Napoli come rifugio. Non è chiaro se vivesse in città nel tentativo di rifarsi una vita o se si sentisse ormai al sicuro, confidando nella prescrizione o nella lentezza della burocrazia.
Ma il conto con la giustizia, alla fine, è arrivato. L’ordine di esecuzione della pena ha messo in moto la macchina investigativa della Polizia di Stato, che ha saputo stringere il cerchio attorno al 61enne. L’arresto di ieri non è stato un semplice atto di routine, ma l’epilogo di una storia criminale iniziata con la manipolazione di bilanci e terminata con le manette ai polsi in una città del Sud. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato condotto presso la competente casa circondariale, dove ha iniziato a scontare la pena che la giustizia gli ha presentato, chiudendo definitivamente un capitolo della sua vita iniziato tra gli uffici di Milano e i porti della Liguria e conclusosi, a sorpresa, all’ombra del Vesuvio.











