Bari: rubate reliquie San Nicola. Vescovo: “Smarrito il senso del pudore”. Decaro: “Autore si ravveda”

Una ferita al cuore di Bari e a quello dei devoti di San Nicola che in questi giorni hanno rivolto preghiere al patrono della città, venerato anche dagli ortodossi, invocando la pace.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Antonio Decaro

BARI – Una ferita al cuore di Bari e a quello dei devoti di San Nicola che in questi giorni hanno rivolto preghiere al patrono della città, venerato anche dagli ortodossi, invocando la pace. Sono state rubate le offerte e le reliquie del santo custodite nella Basilica: l’anello della mano destra, l’Evangeliario con le 3 sfere sulla sinistra e un medaglione con una fiala della manna.

Ad agire un uomo dall’aspetto giovanile fra le 3 e 5,30, ripreso dalle telecamere della Basilica di San Nicola. Il filmato è stato acquisito dagli investigatori. Probabilmente c’era un complice.

“Dopo aver divelto un’inferriata addossata alla torre campanaria e sfondato la porta d’ingresso in largo Abate Elia, è entrato con il preciso intento di svuotare le cassette delle offerte”, raccontano i Padri domenicani. “Non è stata trafugata la croce pettorale dono dell’arcivescovo Mariano Magrassi, di venerabile memoria”, precisa la comunità. Quanto prima sarà eseguito un intervento di restauro alle mani della statua.

Sgomento il sindaco di Bari, Antonio Decaro: “Un atto non solo sacrilego ma fortemente offensivo per la comunità di fedeli e devoti nicolaiani e per la città di Bari, che intorno al messaggio del suo Santo patrono ha costruito gran parte della sua identità”, dice. “Spero che l’autore di questo gesto meschino e inqualificabile si ravveda restituendo gli oggetti sacri, perché non ci può essere giustificazione per chi compie un furto nel luogo che custodisce il simbolo e la storia di tutti noi”, si augura Decaro.

Da Roma, dov’è impegnato per il Consiglio permanente della Cei su tematiche legate alla guerra in Ucraina, il vescovo di Bari, Giuseppe Satriano, si dice triste: “E’ doloroso prendere atto che non c’è alcun limite all’oltraggio del sacro. In un contesto già faticoso, in cui la sacralità della vita viene abusata dalla guerra, anche un’immagine simbolica, quale la Basilica del Santo di Myra e la sua icona più rappresentativa, realtà identitaria per la comunità barese, viene ferita dalla violenza di chi sembra aver smarrito qualunque senso del pudore verso l’uomo e del timore verso Dio”, scrive il vescovo preoccupato per la “mancanza di rispetto consumata al cuore della fede dei baresi”. “Auspico – aggiunge – che chi ha operato possa ravvedersi e restituire quanto trafugato”. Per il vescovo è urgente un “lavoro sulla sfida educativa per recuperare valori umani e religiosi per la crescita di una società realmente civile”.

di Stefania De Cristofaro

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome