Beccalossi, la doppietta che decise il derby del 1979

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Cronache sport calcio
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Il 28 ottobre 1979 l’Inter ha scritto una pagina memorabile della sua storia, tornando a vincere un derby contro il Milan dopo cinque anni. Protagonista assoluto è stato Evaristo Beccalossi, che ha realizzato una doppietta decisiva per il 2-0 finale. Una prestazione che il fantasista aveva preannunciato con sicurezza nei giorni precedenti: “Vinceremo 2-0 e segnerò almeno un gol”.

Beccalossi non solo ha centrato il pronostico, ma lo ha superato, segnando entrambe le reti. Un dettaglio ha reso l’impresa ancora più unica: i due gol sono arrivati con il piede destro, un’anomalia per un giocatore celebre per il suo magico sinistro. Quella vittoria ha lanciato i nerazzurri in una fuga che si è conclusa a fine stagione con la conquista del 12° scudetto.

A quella partita è legata una delle frasi più iconiche del calcio italiano: “Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto”. La leggenda popolare narra che sia stato lo stesso Beccalossi a pronunciarla in campo, come sfottò rivolto al portiere milanista Ricky Albertosi. Una versione suggestiva, amata dai tifosi, ma non corrispondente alla realtà.

A smentire il mito è stato più volte il diretto interessato, che ha chiarito di non aver mai pronunciato quella frase durante la partita. Nonostante ciò, Beccalossi l’ha adottata con ironia, facendola diventare un suo marchio di fabbrica tanto da utilizzarla persino in uno spot pubblicitario per un’azienda di salumi.

La vera origine della citazione è giornalistica. A coniarla è stato il genio di Beppe Viola, celebre giornalista sportivo, durante un servizio per la Domenica Sportiva. Viola era un grande estimatore di Beccalossi e ne caldeggiava la convocazione in Nazionale, che il commissario tecnico Enzo Bearzot gli ha sempre negato, ritenendolo troppo individualista.

La prestazione nel derby del ’79 ha dimostrato tutto il suo valore. La Gazzetta dello Sport dell’epoca ha premiato la sua partita con un 8 in pagella, titolando “Beccalossi l’eroe del derby” e sottolineando come in giornate di grazia fosse senza rivali. Intervistato a fine gara, il giocatore ha però mantenuto un profilo basso: “Esaltato per la doppietta? No, ci vuole lo scudetto per essere euforici”. Un obiettivo che, anche grazie a quella sua impresa, l’Inter ha raggiunto.

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