Bergomi ricorda Baresi: rivali e fratelli per sempre

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Cronache sport calcio
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Beppe Bergomi ha condiviso un ricordo intimo di Franco Baresi, partendo dall’ultima apparizione pubblica insieme. I due sono stati tedofori per l’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina, un momento che Bergomi ha definito storico e indimenticabile.

Durante le prove, Baresi ha mostrato segni di stanchezza, ma ha voluto essere presente alla cerimonia, pur rimanendo in silenzio ed emozionato. Bergomi ha raccontato di come l’amico volesse che fosse solo lui a guidarlo, creando un legame ancora più stretto in quel frangente. Ha anche rivelato di essersi impegnato per fargli avere la torcia olimpica come ricordo, consegnandogliela a fine giugno.

Quell’incontro in un bar è stato l’ultimo. Bergomi ha descritto un Baresi fragile, che con un filo di voce e grande dignità gli ha confidato la difficoltà delle cure, dicendo semplicemente: “È lunga…”.

Il racconto è poi tornato indietro nel tempo, ai primi anni di carriera. Bergomi ha ricordato di aver visto Baresi giocare a San Siro quando era ancora un ragazzo, essendo Franco di tre anni più grande. Ha rievocato il periodo in cui i fratelli Baresi vivevano insieme e Beppe Baresi, suo compagno di squadra, lo aiutava con gesti semplici come il primo nodo alla cravatta.

Una sera, Bergomi è stato invitato a dormire a casa loro, un momento che testimonia la frequentazione anche fuori dal campo. Insieme, i tre sono stati protagonisti anche di una pubblicità, consolidando un rapporto che andava oltre il rettangolo di gioco.

Sul campo, la storia era diversa. Bergomi ha ricordato il suo primo derby, il 6 settembre 1981, in cui ha anche segnato. Durante le partite, però, i due erano “lontanissimi”, due poli opposti di San Siro che si limitavano a una stretta di mano iniziale.

Nonostante la rivalità sportiva, il rispetto non è mai mancato. Un esempio emblematico è stata la partita d’addio di Baresi: Franco lo ha chiamato personalmente per invitarlo. Bergomi, pur temendo i fischi dei tifosi avversari, ha accettato, un gesto di cui si è detto sempre grato. Per lui, Baresi non è una bandiera di una sola squadra, ma “la bandiera di tutti”.

Il legame si è rafforzato ulteriormente con la maglia della Nazionale. Nel 1982 sono diventati Campioni del Mondo insieme in Spagna. Bergomi, tra i più giovani del gruppo con Baresi, ha raccontato di come si siano sostenuti a vicenda, condividendo la gioia immensa dopo la finale di Madrid.

Successivamente hanno giocato insieme l’Europeo ’88 e il Mondiale ’90. In quelle occasioni, Bergomi era il capitano, ma ha ammesso di sentirsi protetto giocando accanto a Baresi, elogiandone l’eleganza e la capacità di comandare la difesa.

In conclusione, Bergomi ha sottolineato le loro somiglianze caratteriali: entrambi discreti, educati e figli di un’altra epoca. Ha ipotizzato che le difficoltà personali li abbiano uniti, permettendo loro di capirsi senza bisogno di molte parole.

Questa sofferenza composta, tipica della “gente della pianura padana”, li ha accomunati. L’ex difensore ha chiuso il suo ricordo con l’immagine dei loro soprannomi, “Piscinin” e “Zio”, due figure complementari che hanno condiviso un lungo viaggio, uniti da un pallone e da una torcia.

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