ARZANO – Una vasta operazione interforze ha stretto d’assedio i comuni di Arzano e Casandrino, nell’hinterland a nord di Napoli, per riaffermare la presenza dello Stato e contrastare l’illegalità diffusa. Nella giornata di ieri, un servizio straordinario di controllo del territorio, orchestrato dalla Polizia di Stato, ha visto gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore scendere in campo affiancati da personale della Polizia Locale, dai Vigili del Fuoco e dai militari dell’Esercito Italiano impegnati nell’operazione “Strade Sicure”. Un dispiegamento di forze imponente che ha passato al setaccio le aree più sensibili dei due comuni, con l’obiettivo di colpire ogni forma di illecito, dalla microcriminalità ai gravi reati ambientali.
Il bilancio finale dell’operazione “Alto Impatto” parla chiaro: sono state identificate complessivamente 60 persone e controllati 27 veicoli. La stretta sulla circolazione stradale ha portato al sequestro amministrativo di 3 mezzi, risultati non in regola con le normative vigenti, e alla contestazione di una violazione del Codice della Strada. Ma è sul fronte delle attività commerciali che si sono concentrate le azioni più incisive.
A Casandrino, gli operatori hanno ispezionato due esercizi commerciali, scoprendo una gestione dei rifiuti a dir poco allarmante. I titolari di entrambe le attività sono stati denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria per reati gravissimi: abbandono e deposito incontrollato di rifiuti e, soprattutto, l’aver messo in piedi un’intera filiera illegale di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di scarti speciali senza alcuna autorizzazione. Un’attività clandestina che alimenta il business criminale dello smaltimento illecito, una piaga che da anni affligge questo territorio, e che rappresenta un serio pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente. L’intervento congiunto con i Vigili del Fuoco è stato cruciale per la messa in sicurezza delle aree e per la valutazione tecnica dei materiali illecitamente stoccati.
L’azione delle forze dell’ordine si è poi spostata nel comune di Arzano. Qui, nel mirino è finita un’attività commerciale specializzata nella compravendita di oggetti preziosi. Durante il controllo è emersa una significativa irregolarità: l’assenza di una persona autorizzata, come previsto dalla licenza, alla rappresentanza per la mediazione di preziosi. Questa figura è fondamentale per garantire la tracciabilità degli oggetti e prevenire il rischio che tali esercizi diventino canali per la ricettazione di merce rubata. Per questa violazione, il titolare è stato raggiunto da una pesante sanzione amministrativa.
Infine, l’operazione ha incluso anche un’attenta verifica del rispetto delle misure giudiziarie. Due persone, già sottoposte a misure restrittive della libertà personale o a pene alternative alla detenzione, sono state controllate presso le loro abitazioni per accertare la loro osservanza alle prescrizioni imposte dal giudice. Un’attività capillare, dunque, che conferma la volontà dello Stato di non lasciare zone d’ombra e di mantenere alta la pressione su ogni fronte dell’illegalità.








