Blitz all’alba a Licola, scoperto arsenale in casa: fucile a canne mozze e hashish. In manette un 34enne

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

POZZUOLI – Un’altra operazione ad alto impatto sul litorale flegreo, un altro duro colpo inferto alla criminalità locale. A sole 24 ore da un importante sequestro di droga ed esplosivo, i Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli stringono ulteriormente il cerchio, dimostrando che la pressione dello Stato sul territorio non conosce pause. Questa volta, a finire nel mirino dei militari è stato un appartamento sulla costa di Licola, trasformato in un deposito di droga e armi. In manette è finito Nicola Romano, 34enne del posto e volto già noto negli archivi delle forze dell’ordine.

L’operazione è scattata alle prime, gelide luci dell’alba di oggi, 10 maggio 2026. Da giorni, i militari della Sezione Operativa e della locale Stazione tenevano d’occhio un’abitazione in Via Licola Mare, al civico 5. Un via vai sospetto, movimenti anomali e contatti fugaci avevano fatto scattare l’allarme, suggerendo che quelle mura potessero nascondere attività illecite. Raccolti sufficienti elementi, è stato dato il via libera al blitz. Con un’azione rapida e coordinata, i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento, sorprendendo Nicola Romano all’interno. L’uomo, colto di sorpresa, non ha avuto il tempo di opporre resistenza ed è stato immediatamente bloccato e messo in sicurezza.

È iniziata così una perquisizione meticolosa, che ha presto confermato i peggiori sospetti degli investigatori. Ben occultati nell’abitazione, i militari hanno rinvenuto sette panetti di hashish, confezionati e pronti per essere immessi sulle piazze di spaccio della zona, per un peso complessivo di 700 grammi. Ma la scoperta più inquietante doveva ancora arrivare. Insieme allo stupefacente, è saltata fuori un’arma micidiale: un fucile a canne mozze, la classica “lupara”, arma clandestina per eccellenza, spesso associata a delitti efferati e agguati di stampo camorristico. Accanto al fucile, sono state trovate anche 13 cartucce calibro 12, perfettamente compatibili e pronte all’uso.

L’arma è stata immediatamente posta sotto sequestro e verrà ora inviata al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) per essere sottoposta a tutti gli accertamenti balistici del caso. L’obiettivo è duplice: risalire alla sua provenienza e, soprattutto, verificare se sia stata utilizzata in recenti fatti di sangue, rapine o intimidazioni avvenuti a Pozzuoli o nelle aree limitrofe. Ogni traccia, ogni impronta, ogni segno di usura verrà analizzato per collegare il fucile a eventuali crimini irrisolti.

Per Nicola Romano, le accuse sono pesantissime: detenzione abusiva di armi e detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Al termine delle formalità di rito, è stato dichiarato in arresto e trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del giudizio. L’operazione odierna si inserisce in una più ampia strategia di controllo intensificato del territorio, voluta dal Comando Provinciale di Napoli, che sta dando frutti significativi nel contrasto alla pervasiva presenza della criminalità organizzata nell’area flegrea.

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