Raffaele Palladino, nella sua conferenza stampa in vista della trasferta di Lecce, ha ufficializzato l’arrivo di un rinforzo di grande spessore per la difesa del Bologna. Dopo l’infortunio che ha messo fuori causa Holm, la società e il tecnico si sono mossi rapidamente sul mercato, individuando il profilo ideale per completare il reparto.
“Appena si è verificato il problema per Holm, io e la dirigenza abbiamo pensato subito a lui”, ha spiegato l’allenatore. “È un giocatore che porta con sé un bagaglio di esperienza enorme, è un vincente e ha una grande leadership, tutte qualità che cercavamo”. Il nuovo innesto si è allenato con costanza e professionalità anche nel periodo in cui era senza squadra, una dedizione che ha impressionato lo staff tecnico rossoblù.
La sua condizione fisica è stata giudicata ottimale, tanto che il suo impiego potrebbe essere imminente. “Si è mantenuto in forma con grande serietà. Per questo motivo, potrebbe essere già a disposizione e scendere in campo nella prossima partita”, ha confermato Palladino, sottolineando la duttilità del nuovo acquisto. “Può giocare con efficacia sia come terzo nella difesa a tre, sia come quinto di centrocampo sulla fascia, offrendoci molteplici soluzioni tattiche”.
Il tecnico si è poi soffermato su altri singoli. Ha rivelato di aver avuto colloqui individuali con diversi membri della rosa per conoscerli meglio e creare un clima di fiducia. “Ho parlato con Skorupski, ma anche con Pessina appena è rientrato dagli impegni con la Nazionale. È fondamentale per me che tutti si sentano importanti e parte integrante del progetto”.
Un’altra valutazione riguarda Lewis Ferguson, reduce da un intenso periodo con la sua selezione. “È tornato giovedì dopo aver accumulato carichi di lavoro importanti e un minutaggio elevato, forse anche troppo”, ha osservato il mister. “Valuteremo attentamente le sue condizioni fisiche fino all’ultimo momento prima di decidere sul suo impiego”.
Infine, una riflessione sul potenziale offensivo della squadra, in particolare sulla coesistenza di Riccardo Orsolini e Federico Bernardeschi. “La loro presenza contemporanea in campo non è un obbligo vitale, ma non nascondo che mi piacciono i giocatori di qualità, quelli che con una giocata possono risolvere le partite. Lavoreremo per trovare il giusto equilibrio e sfruttare al meglio il loro talento”.




