Borsa, Tokyo chiusa, Asia cauta in attesa della Fed. Il bilancio di Samsung delude le stime

E' chiusa oggi per la festività nazionale Showa, con cui si ricorda la nascita dell'imperatore Showa

La Borsa asiatica (AP Photo/Ahn Young-joon)

TORINO – Borse asiatiche orfane di Tokyo, chiusa oggi per la festività nazionale Showa, con cui si ricorda la nascita dell’imperatore Showa, che ha guidato il Giappone dal 1926 al 1989). La borsa di Shanghai incassa un debole +0,21%, Hong Kong è piatta con +0,06%, Sidney fa +1,13%, Seoul +0,59%. Il sentiment è improntato alla cautela in attesa dell’annuncio del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, atteso per la serata italiana. Le attese dei mercati non sono tanto per l’adozione di nuove misure, visto che la Fed ha già varato stimoli monetari straordinari e senza precedenti per arginare gli effetti del coronavirus sull’economia Usa. Tagliando i tassi sui fed funds a zero e lanciando praticamente il cosiddetto ‘QE illimitato’.

L’importante sarà che la banca centrale Usa guidata da Jerome Powell, a questo punto, ribadisca l’intenzione di continuare a essere pronta a lanciare misure aggressive anti-Covid. Dal fronte societario, pubblicati in Corea del Sud i risultati di bilancio di Samsung Electronics. Il colosso ha riportato utili netti per 4,9 trilioni di won coreani (approssimativamente 4,01 miliardi di dollari Usa), al di sotto dei 5,1 trilioni di won attesi dagli analisti intervistati da Refinitiv. Samsung ha avvertito inoltre che gli utili del secondo trimestre sono attesi in calo su base annua. Visto che la crisi innescata dal coronavirus avrà un impatto significativo sulla domanda di diversi suoi prodotti core. Titolo poco mosso, in rialzo dello 0,2% circa.

Cautela da parte delle Borse asiatiche

Dal fronte macro, resa nota l’inflazione dell’Australia relativa al primo trimestre dell’anno, che è salita su base trimestrale dello 0,3%, rispetto al +0,2% atteso dal consensus. In rallentamento rispetto alla precedente crescita dello 0,7%. Su base annua, il tasso di inflazione ha accelerato invece il passo al 2,2%, al massimo in cinque anni e mezzo. Ovvero dal terzo trimestre del 2014, rispetto all’1,9% stimato e al precedente 1,8%. E’ stata la prima volta dal 2018 che l’inflazione ha superato il target fissato dalla banca centrale Reserve Bank of Australia (RBA) pari al 2-3%.

Solida anche la performance della componente core dell’inflazione, avanzata dello 0,5% su base trimestrale e dell’1,8% su base annua. Tuttavia tutto è cambiato nel mese di marzo, con il lockdown imposto all’economia a causa della pandemia da coronavirus COVID-19 e per il collasso dei prezzi del petrolio. Di conseguenza c’è chi, come Kaixin Owyong, economista di NBA, prevede per il secondo trimestre una deflazione su base annua dello 0,4%.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome