Brexit, dossier shock: carenza di medicine in caso di no deal. Johnson rassicura

La pubblicazione del rapporto ha dato all'opposizione una nuova occasione di chiedere la riapertura del Parlamento

LONDRA – Una Brexit senza accordo potrebbe provocare carenze di cibo e medicine nel Regno Unito. A descrivere questo ipotetico scenario del no deal è un dossier shock del governo britannico, che l’esecutivo a guida Boris Johnson ha dovuto pubblicare su richiesta del Parlamento. Il documento, intitolato ‘Operazione Yellowhammer’, è un piano del governo per preparare l’eventualità del no deal. E prevede, fra le altre cose, proteste e contromanifestazioni, con “rischi per l’ordine pubblico e tensioni”. Ma il premier Johnson, nel tentativo di placare gli animi, ha assicurato che il Regno Unito sarebbe “pronto” in caso di Brexit senza accordo.

L’ipotesi no deal

“Questo è lo scenario peggiore al quale devono prepararsi i funzionari, ma da quando sono primo ministro ho massicciamente accelerato i nostri preparativi”, ha detto BoJo. “Tentiamo di ottenere un accordo” con l’Ue. “Ma se dovremo uscire il 31 ottobre senza accordo saremo pronti: porti, agricoltori e tutte le industrie saranno pronti”, ha insistito. Mentre Downing Street si è premurata di sottolineare che il dossier risale al 2 agosto e che si sta provvedendo ad aggiornarlo.

Il rapporto shock

La pubblicazione del rapporto ha dato all’opposizione una nuova occasione di chiedere la riapertura del Parlamento. “Questi documenti confermano i gravi rischi di una Brexit senza accordo” ed “è ormai importante che il Parlamento venga richiamato e abbia modo di esaminarli e adottare tutte le misure necessarie per bloccare una Brexit senza accordo”. Lo ha dichiarato Keir Starmer, incaricato della Brexit nel Labour. Boris Johnson – sostenitore della Brexit “a ogni costo”, cioè anche quello del no deal – ha sospeso il Parlamento fino al 14 ottobre, cioè solo due settimane prima della data del 31 ottobre fissata per il divorzio dall’Ue, cosa che l’opposizione denuncia come una mossa per dare al Parlamento poco margine per evitare un no deal.

Le rassicurazioni del premier Johnson

Mercoledì una Corte scozzese ha dichiarato la mossa illegale: in risposta, Johnson ha assicurato di non avere mentito alla regina Elisabetta sullo scopo della sospensione. La battaglia giudiziaria è tutt’altro che finita: la Corte suprema di Londra esaminerà il fascicolo a partire da martedì. Intanto, a dare un po’ di respiro al paladino dei brexiteers, è giunta la decisione dell’Alta Corte di Belfast, che ha respinto tre richieste che miravano a impedire una Brexit senza accordo.

Il ruolo del Parlamento

Il Parlamento britannico ha approvato una ‘legge anti no deal’ che dovrebbe evitare questo scenario. Ma Johnson ha chiarito che per lui sarebbe “meglio essere morto in un fosso” piuttosto che chiedere un nuovo rinvio a Bruxelles. Mentre d’altra parte il capo negoziatore Ue, Michel Barnier, fa sapere che “non ci sono ragioni di essere ottimisti” sulla possibilità di raggiungere un accordo per il Consiglio europeo di 17 e 18 ottobre.

(LaPresse/AFP)

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