Harry Winks, il metronomo inglese che sta dettando i tempi del Cagliari in questo avvio di stagione, ha concesso un’approfondita intervista in cui ha esplorato la sua carriera, la sua visione del calcio e le ragioni che lo hanno portato in Italia. Le sue parole delineano un percorso di crescita personale e una profonda stima per la cultura tattica della Serie A.
La decisione di trasferirsi in Italia, inizialmente alla Sampdoria, è maturata a 27 anni, da un desiderio di evoluzione. “Avevo voglia di cambiare e i miei obiettivi erano la Spagna o l’Italia”, ha raccontato. “Ne parlai con Fabio Paratici, allora al Tottenham, e con il mio manager Antonio Conte. Entrambi mi hanno descritto la Samp come un club con una grande storia e tifosi fantastici. Il tecnico Marco Giampaolo mi voleva. Ho riflettuto e ho accettato, perché cercavo un calcio basato su nuovi concetti”.
L’influenza degli allenatori italiani è stata determinante nella sua formazione. “Ho avuto tanti allenatori, ma Conte è stato il primo vero tecnico con cui ho capito il calcio in modo diverso, a livello tattico. Mi sono trovato molto bene con lui”. Un’impronta che Winks ricerca e apprezza anche oggi, trovando una sintonia speciale con la dirigenza del Cagliari. “Mi sono confrontato con il direttore Pisacane, che vede il calcio esattamente come Enzo Maresca. Apprezzo tantissimo Maresca, mi ha fatto crescere al Leicester e siamo ancora in contatto”.
Il confronto tra il calcio italiano e quello inglese è uno dei punti chiave del suo pensiero. “Credo che in Inghilterra ora guardino alla Serie A con maggior serietà, come un’opportunità interessante. Certo, significa uscire dalla propria comfort-zone, ma si impara un calcio diverso che viene apprezzato”. La differenza, secondo lui, è netta. “In Premier League contano soprattutto la fisicità, la forza e la potenza atletica. Invece in Serie A si gioca a calcio, si approfondiscono gli aspetti tattici in modo meticoloso”.
A conferma di questa visione, ha citato l’esperienza di altri giocatori britannici. “Vedo come si diverte a giocare uno come McTominay, per esempio”. L’entusiasmo del playmaker si estende poi all’ambiente unico della Sardegna. “A Cagliari la passione va oltre il club, c’è l’entusiasmo di un’isola intera che ci sostiene. È davvero bello giocare per questi tifosi”.
Guardando al presente e al futuro della squadra, Winks ha le idee chiare. Ha avuto parole di elogio per il giovane compagno di reparto, Matteo Romano (“Good player, ha la mentalità giusta”), e ha fissato l’obiettivo primario. “Il primo traguardo deve essere mantenere la categoria. La squadra è forte e lo staff è molto valido. Siamo un gruppo giovane, ma al suo interno c’è anche l’esperienza necessaria. Quello che ho notato fin da subito è la grande umiltà. Non bisogna mai smettere di lottare”.



