Caos in Tunisia, il presidente licenzia il premier e sospende il Parlamento: “Non è un golpe”

Parlamento sospeso, primo ministro 'licenziato' e silurati ministri Difesa e Giustizia. È l'azione radicale del presidente tunisino Kais Saied per cercare di dare una risposta alle proteste che da giorni infiammano il Paese, travolto dalla crisi economica e dalla pandemia da Covid-19.

. (AP Photo/Michel Euler)

MILANO – Parlamento sospeso, primo ministro ‘licenziato’ e silurati ministri Difesa e Giustizia. È l’azione radicale del presidente tunisino Kais Saied per cercare di dare una risposta alle proteste che da giorni infiammano il Paese, travolto dalla crisi economica e dalla pandemia da Covid-19. “Non è un colpo di stato, verranno prese misure necessarie per salvare il Paese”, ha precisato Saied sceso in strada tra la folla per le strade della capitale Tunisi rispondendo alle accuse del principale partito parlamentare Ennahda, che ha gridato al golpe e si sta preparando a mobilitare militanti e popolazione.

Saied ha motivato la decisione di destituire il primo ministro Hichem Mechichi e sospeso i lavori del Parlamento per trenta giorni facendo appello all’articolo 80 della Costituzione che prevede il ricorso a queste norme “nel caso di pericolo imminente per il Paese”.

Ieri notte moltissimi cittadini sono scesi in strada, a fare caroselli con le auto e festeggiare quello che considerano un intervento necessario ma la comunità internazionale sta guardando alla Tunisia con grande preoccupazione, soprattutto dopo che le forze dell’ordine hanno fatto irruzione negli uffici tunisini dell’emittente araba al Jazeera ordinandone la chiusura per volere del presidente. In una nota, la tv con sede in Qatar ha detto che 10 “ufficiali di polizia pesantemente armati” sono entrati nel loro ufficio senza un mandato e hanno chiesto a tutti di andarsene. “I telefoni e le altre apparecchiature dei giornalisti sono stati confiscati e non è stato loro permesso di rientrare nell’edificio per recuperare i loro effetti personali”, ha detto l’emittente. “Stiamo seguendo da vicino gli ultimi sviluppi in Tunisia. Chiediamo a tutti gli attori tunisini di rispettare la Costituzione, le sue istituzioni e lo stato di diritto. Li invitiamo inoltre a mantenere la calma e ad evitare qualsiasi ricorso alla violenza per preservare la stabilità del Paese”, ha detto la portavoce della Commissione Ue Nabila Massrali mentre il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha avuto un colloquio telefonico con l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, Josep Borrell, in cui è stata ribadita l’attenzione di Italia e Ue sulla stabilità politica ed economica della Tunisia.

Dopo la Primavera araba del 2011, il Paese ritenuto l’unica vera democrazia della regione, sta affrontando una crisi senza precedenti, con il tasso di disoccupazione al 18%. Il partito di governo Ennahda, di orientamento islamico moderato, non è riuscito a fronteggiare la situazione economia aggravata dall’arrivo del coronavirus: ad oggi, il 7% della popolazione risulta completamente vaccinato, mentre oltre il 90% dei posti letto in terapia intensiva è occupato, secondo i dati del ministero della Salute. Sui social media sono circolati nei giorni scorsi video che mostrano cadaveri lasciati nel mezzo dei reparti mentre gli obitori sono al collasso. Lo scorso 16 gennaio il premier Mechichi aveva annunciato un rimpasto del governo ma il presidente Saied si era rifiutato di tenere una cerimonia per l’insediamento dei nuovi ministri.

Arrabbiati per il malessere economico e la cattiva gestione della pandemia, migliaia di manifestanti hanno sfidato ieri le restrizioni imposte per evitare il contagio e il caldo torrido nella capitale, Tunisi e in altre città, per chiedere lo scioglimento del Parlamento. La folla, in gran parte composta da giovani, ha chiesto elezioni anticipate e nuove riforme economiche. Gli agenti hanno usato gas lacrimogeni per disperdere alcuni dei dimostranti, che avevano lanciato oggetti contro di loro, e hanno effettuato diversi arresti. Il presidente ha allora annunciato di aver ‘deposto’ il primo ministro e sospeso il Parlamento a causa delle preoccupazioni per la tenuta dell’ordine pubblico. Nel pomeriggio di oggi, Saied ha anche sollevato dai loro incarichi il ministro della Difesa Ibrahim Bartagi e il ministro ad interim della Giustizia Hasna Ben Slimane. Il presidente ha quindi ordinato ai funzionari amministrativi e finanziari di grado inferiore di ciascun ministero di svolgere tutti i compiti necessari fino alla nomina di un nuovo primo ministro e di un nuovo gabinetto. Saied ha incaricato Khaled Yahyaoui, direttore generale dell’unità di sicurezza presidenziale, di supervisionare il ministero degli Interni, hanno detto due fonti della sicurezza.

Il presidente del Parlamento Rachid Gannouchi, leader di Ennahda, si è duramente opposto alla decisione di Saied, spiegando che proprio il Parlamento non è stato consultato. In mattinata, Ghannouchi ha avviato un sit-in davanti agli edifici dell’assemblea, per poi abbandonarlo di fronte allo schieramento di militari che impedivano l’accesso.

LaPresse

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