Fabio Capello è stato il protagonista dell’apertura della Milano Football Week, dove ha condiviso la sua visione sul calcio in un intervento che ha spaziato dai campioni del passato al futuro della Serie A e delle nazionali. L’ex tecnico ha offerto analisi chiare e prospettive definite, senza risparmiare aneddoti e opinioni dirette.
Riguardo al prossimo campionato italiano, Capello ha indicato una chiara favorita. “Per la prossima stagione vedo ancora l’Inter come la squadra da battere”, ha affermato, elogiando il lavoro di Simone Inzaghi nel costruire un gruppo solido e credibile. Un’analisi più critica è stata riservata alla Juventus: “È strano vedere la Juve con così poca personalità in campo. Mancano leader che diano una scossa alla squadra, una guida in campo, non in panchina. E poi è mancato il centravanti”.
Spostando l’attenzione sulla Nazionale italiana, Capello ha espresso una preferenza netta per il ruolo di commissario tecnico. “Se dovessi decidere io, il mio ct sarebbe Antonio Conte”. Secondo l’ex allenatore, il problema principale della squadra azzurra è il reparto arretrato: “A livello difensivo non ci siamo”. Ha poi ricordato la sua esperienza alla Juventus con Giorgio Chiellini: “Giocava terzino, ma gli chiesi di concentrarsi sul suo ruolo primario: difendere. La solidità difensiva è la base”.
In vista dei prossimi impegni internazionali come gli Europei, Capello ha individuato le sue favorite. “Francia e Spagna sono le grandi favorite, hanno qualità tecniche superiori”. Ha espresso anche curiosità per vedere all’opera la Germania, mentre ha menzionato la Turchia di Vincenzo Montella come possibile sorpresa: “È una squadra interessante, giocano con personalità. Çalhanoğlu è fondamentale e Yildiz darà fastidio”. Un pensiero speciale è andato anche al Brasile di Carlo Ancelotti, per cui ha dichiarato di fare il tifo.
L’intervento ha toccato anche i grandi talenti. Tra i giovani, ha elogiato lo spagnolo Lamine Yamal. “È superiore a tutti, sa fare gol ed è altruista. La sua qualità è indiscutibile. Può essere il nuovo Messi: vederlo giocare vale il prezzo del biglietto”.
Infine, non è mancato un ricordo dei fuoriclasse allenati in carriera. Interrogato sul più grande, non ha avuto esitazioni: “Senza dubbi Ronaldo, il Fenomeno. Non c’è paragone con Cristiano. Certo, non gli piaceva fare sacrifici, ma la sua qualità era unica”. Capello ha poi raccontato un aneddoto del periodo al Real Madrid, quando decise di allontanarlo per motivi disciplinari. “Faceva danni, gli piaceva fare festa e trascinava i compagni. Dopo le serate c’era odore di alcol nello spogliatoio. Lo costrinsi ad andarsene”, ha concluso, svelando i retroscena che portarono al suo successivo trasferimento al Milan.






