Inchiesta sulla cava Luserta, spunta la presunta tangente da 200mila euro per Marino

L'avvocato Iorio scelto come intermediario, ma solo 200mila euro sarebbero arrivati all'ex sindaco di Caserta.

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L'imprenditore Luserta, l'ex sindaco Marino e l'avvocato Iorio
L'imprenditore Giuseppantonio Luserta, l'ex sindaco Carlo Marino e l'avvocato Enzo Iorio

Non la classica mazzetta consegnata a mano. Quella appartiene al passato. Oggi il denaro può essere veicolato in modo diverso, più raffinato: attraverso un giro di fatture e consulenze fittizie. Sarebbe stato proprio questo meccanismo, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, a mascherare il passaggio delle presunte tangenti nella vicenda della cava Santa Lucia. Un marchingegno tracciato nell’ipotesi accusatoria (corruzione per l’esercizio della funzione) contestata all’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, all’imprenditore Giuseppeantonio Luserta, patron della cava e indicato come titolare di fatto della Luigi Luserta srl, e all’avvocato Vincenzo Iorio, ex collaboratore di studio di Marino.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’accordo corruttivo sarebbe maturato nella primavera-estate del 2022 nei pressi dello studio di Iorio. Luserta, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, avrebbe chiesto all’allora sindaco Marino, rimasto in carica fino al 23 aprile 2025, quando il consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, di attivarsi per superare gli ostacoli che avevano impedito alla società proprietaria della cava Santa Lucia di ricevere due milioni di metri cubi di terre e rocce da scavo.
La partita riguardava l’inserimento del sito estrattivo casertano tra quelli destinati ad accogliere il materiale proveniente dai cantieri della tratta ferroviaria Napoli-Bari.

Per la Procura, guidata da Pierpaolo Bruni, Marino avrebbe messo a disposizione la propria funzione pubblica, facendo avanzare a Rete Ferroviaria Italiana la proposta di utilizzare la cava Santa Lucia e trasmettendo note per chiedere l’inserimento delle cave casertane nel circuito dei conferimenti. Atti che, secondo l’accusa, sarebbero stati illegittimi perché il Comune non avrebbe avuto competenza a individuare i siti di cava, materia ritenuta spettante alla Regione Campania. Il punto centrale riguarda però il percorso del denaro. Le presunte utilità non sarebbero arrivate direttamente da Luserta a Marino.

Iorio avrebbe ricevuto 530.200 euro nell’arco di dieci mesi. Da lui, secondo l’accusa, sarebbero poi transitati 115.964,80 euro verso Carlo Marino in sei mesi e 87.910 euro verso la congiunta in due mesi. In totale, alla famiglia dell’ex sindaco sarebbero arrivati 203.872 euro.

Tutti i dettagli domani su Cronache di Caserta.

Caserta, perquisizioni per l’ex sindaco Marino e per l’imprenditore Luserta

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