Cicale amazzoniche: le torri difendono dalle formiche

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Torri cicale
Torri cicale

Un gruppo di ricerca dell’Università di Rio de Janeiro, guidato da Marina Méga, ha svelato la funzione delle misteriose “torri” di argilla costruite dalle cicale in Amazzonia. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Biotropica, ha richiesto metodi d’indagine particolarmente creativi per comprendere lo scopo di queste elaborate costruzioni.

Le strutture appartengono alla specie Guyalna chlorogena, un insetto che vive nella foresta pluviale tra il Brasile e il Perù. Le torri, composte di argilla ed escrementi, sono alte in media tra i 20 e i 40 centimetri e sorgono sopra un pozzo sotterraneo che può raggiungere il metro di profondità. Ogni costruzione è opera di una singola ninfa, che la edifica tra dicembre e febbraio per poi utilizzarla fino all’estate, momento in cui emerge come adulto alato.

Per decenni, gli scienziati si sono interrogati sulla loro reale utilità. Il team brasiliano ha deciso di verificare le due ipotesi più accreditate: la prima, che le torri servano come fortezza contro i predatori; la seconda, che proteggano gli insetti dagli allagamenti durante le abbondanti piogge stagionali.

Per testare la teoria difensiva, i ricercatori hanno attirato delle formiche carnivore alla base delle strutture utilizzando un’esca a base di farina, acqua e sardine. I risultati sono stati inequivocabili: la concentrazione di formiche ai piedi delle torri era otto volte superiore rispetto alla cima, dimostrando che l’altezza rappresenta un’efficace barriera contro i predatori terrestri.

La verifica della seconda ipotesi ha richiesto un approccio più ingegnoso. Le scienziate hanno “incappucciato” circa quaranta torri con dei preservativi, per via della loro forma adatta, flessibilità e impermeabilità. Hanno poi simulato un’inondazione versando acqua sulle strutture rivestite e hanno osservato il comportamento delle ninfe all’interno.

Sebbene i risultati di questa seconda fase non siano stati così netti come per la predazione, i dati raccolti suggeriscono fortemente una doppia funzione. Le torri sembrano infatti agire come uno “snorkel”, facilitando il passaggio dell’aria e garantendo la respirazione della ninfa anche quando il suolo circostante è completamente inzuppato d’acqua.

Questa doppia utilità, difensiva e di gestione idrica, spiega l’investimento energetico che la costruzione di queste opere richiede a un singolo insetto. L’impegno del gruppo di ricerca è stato inoltre premiato da una scoperta inattesa: nel corso delle loro indagini sul campo, hanno identificato la torre di cicala più alta mai documentata, con una misura record di 47 centimetri.

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