Quella del 10 settembre 2026 è stata una giornata storica per il Como, che per la prima volta ha debuttato in Champions League. Una data che può rappresentare un punto di svolta per il calcio italiano, con una nuova società che si è affacciata con ambizione alla massima competizione continentale. La partita d’esordio ha messo la squadra allenata da Cesc Fabregas di fronte al Lipsia.
La formazione tedesca, guidata in panchina da Martin Demichelis, si è presentata con giocatori di grande calibro. Tra questi, spiccavano due volti noti al campionato italiano come Christopher Nkunku e Neil El Aynaoui, entrambi schierati titolari. In attacco hanno trovato spazio anche due talenti a lungo seguiti da club di Serie A.
Si tratta di Antonio Nusa e Marc Guiu, in passato rispettivamente obiettivi di mercato concreti della Roma e del Napoli. Le due società italiane, tuttavia, non hanno mai affondato il colpo per assicurarsi le loro prestazioni, lasciando che il loro talento sbocciasse in Bundesliga prima di calcare il palcoscenico europeo.
Per questo storico appuntamento, il Como si è disposto con un 4-2-3-1. In porta è stato scelto Butez, protetto dalla linea difensiva composta da Couto, Chalobah, Ramon e Valle. A centrocampo, la coppia Da Cunha e Milla ha agito a supporto del trio di trequartisti formato da Baturina, Nico Paz e Diao, alle spalle dell’unica punta Douvikas.
Il Lipsia ha risposto con un 4-3-3 offensivo. Tra i pali Vandevoordt, con Baku, Orban, Lukeba e Raum a formare il reparto arretrato. In mediana, Seiwald ha agito da vertice basso con le mezzali El Aynaoui e Nkunku a completare il centrocampo. Il tridente d’attacco è stato composto da Maksimovic, Guiu e Nusa.
La direzione dell’incontro è stata affidata all’arbitro olandese Serdar Gozubuyuk. La partita è iniziata con grande equilibrio, con le due squadre che si sono studiate a lungo nelle prime fasi di gioco per cercare di imporre il proprio ritmo e trovare varchi nelle difese avversarie.



