È arrivata sul campo del Frosinone la prima sconfitta stagionale per il Como, un passo falso che ha permesso ai ciociari di agganciare proprio i lariani in classifica. Al termine della partita, il tecnico si è presentato in conferenza stampa per analizzare lucidamente la prestazione, assumendosi la piena responsabilità per non essere riuscito a trasmettere alla squadra la giusta chiave di lettura dell’incontro.
“Evidentemente non sono stato abbastanza bravo a far recepire alla squadra le difficoltà che avremmo incontrato”, ha esordito l’allenatore. “Nel pre-gara ho spiegato le caratteristiche del Frosinone, ma non siamo stati all’altezza. Quando si perde bisogna arrabbiarsi e analizzare, e la prima analisi parte da me. Loro hanno disputato la partita che volevano, sfruttando al meglio le loro carte, e noi dovremo sicuramente migliorare”.
Nonostante il risultato negativo, l’analisi della prestazione non è stata del tutto negativa, soprattutto per quanto riguarda la fase offensiva. La squadra ha infatti costruito numerose palle gol nitide, trovando però sulla sua strada un portiere avversario in stato di grazia. “Se la partita fosse finita 1-4 in nostro favore, non ci sarebbe stato nulla di strano. Palmisani ha compiuto interventi straordinari”, ha sottolineato il tecnico.
“Abbiamo avuto almeno quattro occasioni clamorose per segnare, ma non posso rimproverare o ammazzare i miei giocatori per i gol sbagliati. Fa parte del gioco. Il rammarico è non aver avuto un grande controllo della partita, ma la capacità di creare pericoli è un dato di fatto da cui ripartire per il futuro”.
Spazio anche per un chiarimento su una scelta tattica specifica, relativa alla posizione in campo del giocatore Nico. “Lo conosco da quando aveva quindici anni e ho analizzato a fondo le sue caratteristiche. Sono convinto che la sua posizione ideale sia più avanzata, è lì che può esprimere al meglio il suo potenziale. Sono sempre pronto a imparare, ma su questo ho le idee molto chiare”.
Infine, un invito a mantenere l’equilibrio e a guardare al quadro generale, senza lasciarsi abbattere da un singolo risultato. Questa battuta d’arresto, per quanto dolorosa, non cancella quanto di buono fatto finora. “Parliamo della prima sconfitta in cinque mesi, l’ultima risaliva alla semifinale di Coppa Italia. Il campionato è composto da 38 partite e i conti si faranno solo alla fine”.
“In questo momento è giusto parlare di un grande Frosinone, perché se lo meritano. Hanno compiuto un capolavoro tattico e di intensità”, ha concluso l’allenatore, dimostrando grande sportività e riconoscendo i meriti degli avversari. La testa è già proiettata al futuro, con la consapevolezza che da queste gare si può solo imparare per crescere ulteriormente.




