Confiscati alla ‘ndrangheta beni per 3 milioni tra Genova e Milano

Confiscati nelle province di Genova e Milano, in esecuzione del decreto emesso dal tribunale di Genova, beni per tre milioni di euro

Foto LaPresse - Adriana Sapone

GENOVA – Confiscati alla ‘ndrangheta beni per 3 milioni tra Genova e Milano. Confiscati nelle province di Genova e Milano, in esecuzione del decreto emesso dal tribunale di Genova, beni per tre milioni di euro. A soggetti ritenuti appartenenti alla ‘ndrangheta calabrese ma da anni residenti in Liguria. Accusati di reati di usura, estorsione, esercizio abusiva attività finanziaria e traffico di stupefacenti. Oltre che nell’investimento di denaro di provenienza illecita con conseguente intestazione fittizia di beni e società.

Nel corso delle indagini dell’attività denominata ‘I conti di Lavagna’, coordinate dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) della procura di Genova, la Squadra mobile del capoluogo ligure aveva già tratto in arresto otto persone. Ed eseguito misure cautelari a carico di altre tre persone. Gli ulteriori accertamenti sulle proiezioni e gli interessi economici della ‘ndrina Rodà-Casile nella provincia di Genova, avevano consentito di individuare nuovi investimenti, sia immobiliari che in attività economiche nel settore delle videolottery. Realizzati dall’uomo di fiducia del capo della struttura territoriale di ‘ndrangheta denominata ‘Locale di Lavagna’, in provincia di Genova. Che era successivamente arrestato insieme ad altri tre fiancheggiatori.

Le indagini

A seguito degli arresti e dell’attività della commissione d’accesso nominata dal prefetto di Genova, il 14 aprile del 2017 il Consiglio comunale di Lavagna sciolto per le infiltrazioni della criminalità organizzata in quell’ente territoriale. Sono così confiscati tutti i beni immobili, autovetture di grossa cilindrata, conti correnti e deposito titoli in disponibilità degli affiliati alla ‘ndrina Rodà-Casile. Oltre al sequestro delle imprese gestite dagli stessi affiliati tramite vari prestanome a loro collegati da vincoli di parentela.

In particolare sono stati confiscati tre immobili commerciali, di cui due a Lavagna e uno a Sestri Levante, in provincia di Genova; cinque appartamenti di cui uno nel centro di Milano, tre a Lavagna e uno nella ‘baia del silenzio’ di Sestri Levante; due box, uno a Milano e l’altro a Lavagna; due magazzini a Sestri Levante; un’impresa individuale attiva nella ristorazione a Sestri Levante, una società di videolottery e una partecipazione in una società attiva nel settore delle scommesse con sede a Lavagna, cinque autovetture di cui due di lusso e, infine, una ventina di rapporti bancari attivi.

(LaPresse)

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