Consumi, spesa ristretta con la shrinkflation: indaga l’Antitrust

Meno prodotto, stesso prezzo. La ricetta è antica, come la bottiglia da 450 millilitri al prezzo di quella da mezzo litro, o la colomba da 750 grammi che ha trovato posto in confezioni da un chilo.

Foto Alvise Busetto/LaPresse

MILANO – Meno prodotto, stesso prezzo. La ricetta è antica, come la bottiglia da 450 millilitri al prezzo di quella da mezzo litro, o la colomba da 750 grammi che ha trovato posto in confezioni da un chilo. L’allarme è stato lanciato proprio dopo Pasqua, dal Codacons che ha presentato un esposto all’Antitrust e a 104 procure in tutto il paese. Oggi l’Autorità ha raccolto la richiesta, annunciando il monitoraggio di eventuali pratiche scorrette.

In audizione presso Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti è intervenuto Giovanni Calabrò, che dell’Agcm è direttore generale per la tutela del consumatore, definendola “una tecnica di marketing del tutto legittima”, di uso relativamente recente in Italia, purché “siano rispettate alcune condizioni”. La riduzione della quantità di prodotto mantenendo i prezzi invariati non è in sé scorretta, ma l’Antitrust intende verificare la possibile applicazione di “pratiche commerciali scorrette”, relative alla comunicazione incompleta o ingannevole sulle confezioni dei prodotti.

Non proprio dello stello avviso Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, che spiega: “La sgrammatura dei prodotti è antica, ma con la crisi attuale e gli aumenti dei costi di produzione delle aziende, dovuti ai rincari energetici di luce e gas, le segnalazioni dei consumatori si erano moltiplicate e le tecniche delle aziende si sono fatte sempre più insidiose”. L’Unione nazionale consumatori si è detta comunque contenta della decisione dell’Antitrust, specificando come dopo il suo esposto dell’8 aprile si sia concentrata sulle colombe pasquali da 750 grammi, le mozzarelle da 100 grammi invece che da 125, il caffè da 225 al posto di quello da 250 grammi, la pasta non nei formati consolidati da 500 grammi e da 1 chilo, il tè con 20 bustine invece di 25 e innumerevoli altri prodotti. Anche il Codacons si è detto “lieto della decisione dell’Antitrust” e il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, ha lanciato un allarme agli utenti: “Prestare la massima attenzione in fase di acquisto e a controllare sempre confezioni, pesi, etichette e prezzi in modo da difendersi da tale odiosa pratica”.

Il giudizio delle associazioni dei consumatori verso la ‘shrinkflation’ è unanime e anche Assoutenti definisce il fenomeno “odioso”. Secondo Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, “incide in modo pesante sulle tasche dei consumatori e, attraverso la riduzione delle quantità contenute nelle confezioni dei beni, svuota i carrelli fino al 30%”. Inoltre “produce un duplice danno ai consumatori”, perché “da un lato porta di fatto ad un aumento del prezzo del singolo prodotto interessato, perché il consumatore paga lo stesso prezzo ma porta a casa meno”. Dall’altro “obbliga le famiglie ad effettuare con più frequenza la spesa, perché una confezione che contiene meno prodotto termina prima, con effetti diretti sui bilanci familiari. Ben venga quindi l’indagine dell’Antitrust”.

LaPresse

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