Corruzione a Castelvolturno, indagato il consigliere Riccardo

Nei guai anche Carmine Noviello: nel 2017 lo avrebbe favorito su una pratica. I pm: corsia preferenziale per il politico in cambio della festa di pubblicazione al lido ‘I Delfini’ per la figlia del dirigente

Dai permessi per l’ampliamento di Pineta Grande a quelli per i lavori al lido ‘I Delfini’. L’indagine sul Comune di Castelvolturno, sul Litorale Domizio, ha una protagonista: la cimice piazzata nell’ufficio di Carmine Noviello. Le conversazioni ‘ascoltate’, intrattenute dal dirigente con colleghi, imprenditori e amministratori, hanno acceso i riflettori della Procura sulle attività dell’ufficio tecnico castellano.

Il dirigente e il consigliere

E il fascio di luce degli inquirenti ha puntato anche Vincenzo Riccardo. Il 65enne, da giugno consigliere comunale di maggioranza (eletto con la civica Rinascita Litorale Domitio), ed il 60enne Noviello sono indagati corruzione.

L’indagine

Al centro dell’inchiesta che ha coinvolto i due c’è la pratica presentata nel marzo del 2017 riferita al lido ‘I Delfini’. Intercettazioni e riscontri documentali hanno spinto i pm Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano a ritenere che Noviello aveva ottenuto da Riccardo la disponibilità a poter svolgere presso il suo complesso balneare il pranzo di festeggiamento della promessa di matrimonio della figlia. Il sì dell’imprenditore alla richiesta del dirigente, hanno ricostruito gli investigatori, impose a Riccardo di anticipare l’apertura del lido rispetto alla data programmata, con l’immediata esecuzione di lavori di messa in funzione.

La promessa di matrimonio

In cambio del presunto ‘favore’, Noviello, questa la tesi dei magistrati, aveva provveduto, su istanza avanzata da Riccardo, “due giorni dopo il festeggiamento”, ad una celere trattazione “della pratica presentata”, sebbene il suo ufficio avesse un notevole arretrato (tante carte da sbrogliare).

L’intercettazione

Era il 10 aprile del 2017. Vincenzo Riccardo si recò presso la stanza di lavoro Noviello. “[…] Comunque, bando alle chiacchiere, stammi a sentire […] Mi serve urgentemente il fatto dei bagni… il fatto della commissione”, gli disse l’imprenditore. “E a correre io… ho la cosa, ma noi – spiegò il dirigente – la commissione non l’abbiamo ancora fatta!”.

La chiacchierata si interruppe per alcuni secondi: nell’ufficio entrò un altro dipendente. “Vincenzo – riprese Noviello – tu adesso l’hai presentata (la pratica, ndr.)”. “Aspetta – aggiunse Riccardo –, è importante sai perché…”. “[…] Non è come prima – lo bloccò il dirigente – che non ci sta il parere ambientale… adesso ci sta, deve andare in commissione, tu adesso l’hai presentata! Non voglio dirti che bordello che ho”. “Me lo dicesti già – gli ricordò l’imprenditore –. Io ho soltanto chiesto questa cosa qua perché […] Io mi vergogno di dirtele certe cose”. E il 16 maggio al titolare de ‘I Delfini’ arrivò l’autorizzazione paesaggistica.

La perquisizione dei militari dell’Arma

Lo scorso gennaio i militari dell’Arma della Compagnia di Mondragone, in relazione a questa conversazione, eseguirono una perquisizione locale e personale all’attuale consigliere comunale. I controlli dei carabinieri vennero estesi anche ad uno studio di consulenza contabile di Castelvolturno e alla sede operativa del lido.

I tre filoni

La cimice nell’ufficio di Noviello e le altre attività investigative connesse hanno già portato l’11 gennaio scorso all’esecuzione di 10 misure cautelari (coinvolgendo anche il dirigente dell’area tecnica, difeso dall’avvocato Carlo De Stavola, ora sottoposto alla sospensione dal lavoro): alla base dei provvedimenti la presenza di un presunto sistema corruttivo, incardinato in alcuni settori del Municipio, teso a garantire licenze ‘facili’ in cambio di mazzette o altri favori. Il 18 settembre il secondo effetto dell’inchiesta: il sequestro della nuova ala in costruzione di Pineta Grande, lavori che, secondo il procuratore Maria Antonietta Troncone, avevano preso il via violando norme in materia edilizia e non rispettando le cifre riferite all’implementazione dei posti letto della struttura sanitaria. Oggi il Riesame affronterà la richiesta di dissequestro della struttura presentata da Vincenzo Schiavone (indagato per reati urbanistici), patron di Pineta Grande, assistito dall’avvocato Giuseppe Stellato. Quella sui lavori al lido ‘I Delfini’ è la terza costola dell’attività dei carabinieri sul Comune. Ma a quanto pare l’indagine è destinata a dipanarsi in nuovi filoni che coinvolgerebbero altri ex amministratori, uomini d’affari, fino a sfiorare alcuni settori della Regione.

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