Covid, incognita variante Xe: ma per virologi bisogna concentrarsi su Omicron2

Trascorso il primo weekend senza stato di emergenza, l'Italia si sveglia con i timori per la nuova variante 'XE': la "combinazione di Omicron 1 e 2", dice in mattinata Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'IRCSS Galeazzi, "finora sono stati individuati circa 700 casi di XE in Gran Bretagna, che è ancora più contagiosa delle precedenti".

Foto Valerio Portelli/LaPresse 14-11-2019 Roma, Italia Presidio a Montecitorio Croce Rossa ANPAS e Misericordie Cronaca Nella foto: Fabrizio Pregliasco Photo Valerio Portelli/LaPresse 14 November 2019 Rome, Italy Presidium at Montecitorio Croce Rossa ANPAS and Misericordie News In the pic: Fabrizio Pregliasco

MILANO– Trascorso il primo weekend senza stato di emergenza, l’Italia si sveglia con i timori per la nuova variante ‘XE’: la “combinazione di Omicron 1 e 2”, dice in mattinata Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCSS Galeazzi, “finora sono stati individuati circa 700 casi di XE in Gran Bretagna, che è ancora più contagiosa delle precedenti”. La comunità scientifica si spacca sul nuovo ‘timore’. Per Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, bisogna rimanere concentrati su Omicron2 più che sulla variante. “Non si sa nulla, è prematuro fare previsioni” e “in Italia al momento sono stati segnalati pochissimi casi, probabilmente di importazione”, afferma il virologo a LaPresse. “Anche sulla possibilità che sia più contagiosa del 10% rispetto a Omicron 2 dico che è troppo presto per azzardare ipotesi: al momento concentriamoci sulla variante Omicron 2, che è quella più diffusa. Non preoccupiamoci di qualcosa che potrebbe non arrivare a costituire un problema serio”. Gli fa eco a distanza Walter Ricciardi invitando a tenere alta l’attenzione sull’oggi.

Omicron 2 “è contagiosissima – dice il consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza – e se viene in contatto chi non è vaccinato o ha solo due dosi la prende sicuramente” afferma ricordando che il Covid è al momento la “terza causa di morte in Italia dopo i tumori e le malattie cardiovascolari” e che nei contagi “la fascia di età più coinvolta è dai 5 ai 19 anni anche perché sono poco vaccinati: la vaccinazione pediatrica è stato un fallimento con il 38%”. I numeri dei bollettini quotidiani da Regioni e ospedali, da nord a sud, proseguono sulla falsa riga dell’ultima settimana: in Sicilia calano i positivi ma aumentano i ricoveri. Ricoveri in crescita anche in Calabria ma stabili le terapie intensive. Stesso trend in Veneto. In Toscana risalgono entrambe le voci, idem in Trentino. L’Ospedale San Gerardo di Monza parla di “10 nuovi ingressi in media a settimana” come numero “significativo” sebbene “molto inferiore a quello osservato nel pieno delle ondate pandemiche”. Che però ci sia un’attenzione politica sulle varianti viene confermato dal direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Che firma una circolare dove si annuncia una ‘flash survey’, sulla circolazione delle varianti Covid in Italia: “Questa valutazione prenderà in considerazione i campioni dai casi notificati il 4 aprile 2022, corrispondenti a prime infezioni, da analizzare tramite sequenziamento genomico”, si legge.

di Francesco Floris

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