Csm, scontro sul sistema elettorale

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 24-01-2022 Roma, Italia Politica Elezione Presidente della Repubblica Nella foto: Antonio Tajani FI Photo Mauro Scrobogna / LaPresse January 24, 2021 Rome, Italy Politics Election of the President of the Republic In the photo: Antonio Tajani FI

ROMA (Donatella Di Nitto) – La riforma del Consiglio superiore della magistratura “segna una cesura rispetto al passato, ma è compito dell’associazionismo giudiziario e di ciascun magistrato recuperare il rigore che impone la coscienza del proprio ruolo e preservare l’organo di governo autonomo da logiche di appartenenza e indebite pressioni”. David Ermini, vicepresidente di palazzo dei Marescialli, plaude al testo che finalmente interviene su un sistema che si è andato logorando e che ha richiesto un intervento netto e preciso di Sergio Mattarella, nel giorno dei suo secondo giuramento da capo dello Stato. Collegato in videoconferenza nella giornata conclusiva dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario dell’Unione delle Camere penali italiane a Catanzaro, Ermini apprezza l’introduzione del divieto delle ‘porte girevoli’  tra politica e magistratura, “lo diciamo da tanti anni” chiosa, ma sulla responsabilità delle toghe, il ragionamento è più complesso. Intervistato da SkyTg24 il vicepresidente del Csm avverte: “E’ giusto dire chi sbaglia paga ma se devo costringere un giudice a non lavorare tranquillamente perché c’è la mannaia della responsabilità civile diventa un problema sull’indipendenza del magistrato. La norma attuale sulla responsabilità civile dei magistrati è probabilmente insufficiente, va sicuramente rafforzata, ma bisogna fare in modo che il giudice non abbia paura di prendere le sue decisioni”.  La riforma, presentata dal ministro Marta Cartabia come “ineludibile”, pur essendo stata approvata all’unanimità, vede già i partiti pronti a intervenire, scaldando i motori in vista dell’esame in Parlamento. Di “distanze” ha parlato ieri il premier Mario Draghi, che restano ma che hanno come prospettiva quella di “una volontà corale a superarle”, è l’auspicio. E’ sul sistema elettorale del Csm, tuttavia, che potrebbe consumarsi lo scontro, con Forza Italia che tendenzialmente resta insoddisfatta del risultato ottenuto in Consiglio dei ministri. Lo dice chiaramente il coordinatore nazionale, Antonio Tajani: “Così non va bene, lo correggeremo in Parlamento”.  Tornerà quindi, già da questa settimana alla Camera, il tema su cui il Partito democratico ha già più volte espresso la propria contrarietà: “Riproporre il sorteggio temperato per l’elezione del CSM, come ha fatto oggi dal vicepresidente di FI, Antonio Tajani, significa ripartire da zero”, è la bordata di Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia.

(LAPRESSE)

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