Cuomo incompatibile, è gelo fra il presidente Fico e il Pd

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Roberto Fico e Vincenzo Cuomo
Roberto Fico e Vincenzo Cuomo

NAPOLI – Il clima torrido di questi giorni non riscalda i rapporti fra il presidente della Regione Roberto Fico e il Pd dopo il caso dell’assessore ed ex sindaco di Portici Enzo Cuomo. La risposta della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro all’interrogazione del senatore di FdI Sergio Rastrelli è stata uno schiaffo alla giunta regionale: un presidente in quota 5 Stelle, movimento che batte in continuazione sul tema della legalità, ha nominato un assessore privo di requisiti. Ufficialmente Fico ha ribadito la convinzione di avere effettuato una nomina perfettamente regolare, ma sembra che in realtà sia irritato con il Pd e in particolare con Elly Schlein, che avrebbe chiesto la nomina di Cuomo. Non sono in vista cambiamenti nell’esecutivo: almeno per ora Cuomo resta al suo posto. E’ da vedere, però, quali saranno gli effetti della figuraccia per l’amministrazione regionale: la giunta non cambia, ma ci sono ancora diversi incarichi da assegnare e il Pd potrebbe pagare l’indicazione sbagliata con un minore peso negli enti della Regione. Va poi seguito l’iter del ricorso presentato al Tar Campania dall’ex consigliera regionale Carmela Rescigno contro la nomina di Cuomo. In sede cautelare i giudici amministrativi non hanno accordato la sospensiva, ma adesso dovranno decidere nel merito e il parere di Piantedosi è certamente un punto a favore del ricorso. Tanto è vero che la stessa Rescigno si è affrettata a integrare le carte del ricorso con la risposta del ministro all’interrogazione. A settembre il tribunale amministrativo dovrebbe fissare la data dell’udienza.

Secondo il ministero, Cuomo rassegnò le dimissioni da sindaco il 31 dicembre 2025, giorno del decreto di nomina di Fico, ma poiché queste diventano efficaci e irrevocabili solo dopo 20 giorni, non sarebbe potuto essere nominato assessore. E a nulla sarebbe valsa la sottolineatura formale della fascia tricolore, di non voler avvalersi del termine che la legge concede per un eventuale ritiro delle dimissioni. Inoltre, Statuto della Campania recita che i componenti della giunta possono essere nominati fra i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità alla carica di consigliere. La legge regionale 16/2014 al comma 212 dell’articolo 1 stabilisce l’incompatibilità tra la carica di consigliere e quella di sindaco, a meno che – così dice il comma 213 bis – il primo cittadino non sia cessato dalle funzioni sessanta giorni prima del voto. Va detto che il malcontento di Fico verso il Pd non coinvolge un esponente di rilievo dei dem: il vicepresidente della giunta Mario Casillo. In questo caso i rapporti sono ottimi, secondo una tradizione ormai consolidata in Regione. Basti pensare al rapporto di simbiosi fra Antonio Bassolino e Antonio Valiante, Stefano Caldoro e Guido Trombetti, Vincenzo De Luca e Fulvio Bonavitacola.

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