Dazi, Trump attacca ancora la Cina, mentre la Ue attende il Wto

in foto Donald Trump

MILANO – Nel giorno in cui da questa parte dell’Atlantico si attende con apprensione la decisione dell’Organizzazione mondiale del commercio, che potrebbe autorizzare dazi statunitensi per 7 miliardi di dollari nell’ambito della disputa relativa al settore aeronautico che coinvolge Boeing e Airbus, Donald Trump preferisce concentrarsi ancora una volta sul fronte più caldo dal punto di vista delle tensioni commerciali.

Quello cinese. “Stiamo vincendo e vinceremo. Non avrebbero dovuto rompere l’accordo che avevamo con loro”, scrive il presidente, accompagnando il messaggio rivolto a Pechino con un “happy birthday” che rimanda direttamente ai 70 anni della Repubblica popolare, i cui festeggiamenti si svolgeranno questa settimana. Ma anche con una citazione di Jonathan Ward, esperto di concorrenza tra di due paesi e di geopolitica della regione indo-pacifica, per cui “dopo molti anni, gli Stati Uniti si stanno rendendo conto dei piani e delle ambizioni di Pechino di sorpassarci come superpotenza economica e militare del 21mo secolo”.

A restare in silenzio è proprio il Wto, che non ha reso noto quanto deciso in merito alla questione Aribus, prolungando di fatto un’attesa molto sentita anche dai settori produttivi italiani. “L’agroalimentare rischia di essere il settore più colpito nonostante risulti completamente estraneo alla disputa”, è l’allarme lanciato dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, per cui l’Italia potrebbe pagare a caro prezzo una disputa legata a un progetto essenzialmente franco-tedesco, al quale si sono aggiunti in seguito Regno Unito e Spagna.

“Questo, al di là delle ripercussioni ci dice che abbiamo bisogno di più Europa. Perché noi possiamo rispondere ai dazi degli altri, alle politiche complessive, solo con un’Europa integrata”, commenta invece a margine di un dibattito il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, anticipando che dal trilaterale previsto per il 4 e 5 dicembre a Roma con le omologhe francese e tedesca dell’associazione a emergere sarà il messaggio per cui “la sfida è tra Europa e resto del mondo, non tra Paesi europei”. (AWE/LaPresse)

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