Decreto Semplificazioni ‘appesantito’, il Colle: si è snaturato. La maggioranza pronta a cambiarlo

Cinque i punti inamovibili del documento: l'atto dovrà passare prima al vaglio del Senato, poi a quello della Camera

Di ‘semplice’ rischiava di restarci soltanto il nome: il Decreto Semplificazioni, ha fatto trapelare il presidente Sergio Mattarella, si è eccessivamente appesantito. Dentro, infatti, Cinque Stelle e Lega hanno hanno infilato emendamenti eterogenei che vanno dalla questione ‘trivelle’ alle misure contro la Xylella (clicca qui) non apprezzate da Beppe Grillo. Elementi che hanno stravolto la natura del documento.

La maggioranza giallo-verde, raccogliendo le preoccupazioni del capo dello Stato, si è detta pronta a sgrassare il provvedimento.

I tagli, ha garantito il governo penta-leghista, non riguarderanno cinque punti: intoccabili nel decreto Semplificazioni restano il raddoppio dell’Ires, la riforma sui Ncc, le nuove norme che regolano l’ineleggibilità nei consigli degli ordini circondariali forensi, la competenza sugli impianti idroelettrici che passa alle Regioni e le trivelle.

Prima servirà il check del Senato, poi quello della Camera. Le tematiche che saranno tagliate probabilmente confluiranno in un disegno di legge di iniziativa parlamentare.

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