Delio Rossi: “Di Canio, Ljajic e il tuffo nel Fontanone”

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Cronache sport calcio
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Delio Rossi si è raccontato in una lunga intervista, ripercorrendo i momenti più significativi della sua carriera. Un percorso definito dalla sua natura passionale, che lui stesso riassume così: “Non sono un democristiano, in ogni panchina sono stato autentico”.

Tra i ricordi più iconici spicca il tuffo nel Fontanone del Gianicolo del 10 dicembre 2006, dopo un derby vinto con la Lazio. L’episodio nacque da una promessa con Suor Paola. “Mi disse che se avessimo vinto si sarebbe tuffata. Le risposi che l’avrei fatto anch’io”, ha spiegato Rossi. Dopo la vittoria per 3-0, l’allenatore ha mantenuto la parola, nonostante l’assenza della suora. “Lei fece trapelare la notizia ai giornalisti, ma la promessa andava onorata”.

Il legame con la Lazio è stato segnato anche dal derby del 2008 vinto per 3-2. “Forse non il meglio giocato, ma quello vissuto con più emozioni, perché partivamo sfavoriti e abbiamo ribaltato il risultato”, ha ricordato. Di quel periodo ha raccontato anche un aneddoto su Paolo Di Canio. “Un giorno si rifiutò di fare un esercizio perché, involontariamente, avevo messo in sequenza coni gialli e rossi. Questo significa essere laziali fino al midollo”.

La sua carriera è stata segnata anche da episodi controversi, come lo scontro con Adem Ljajic alla Fiorentina. Rossi ha fornito la sua versione. “È facile giudicare dal divano. In quel momento si sono verificate una serie di condizioni sfavorevoli: ho capito subito cosa mi ha detto e ho avuto la sfortuna di scivolare”. Ha ammesso di agire d’istinto. “È stata una cosa più scenica che effettiva, ma da quel momento la mia carriera è cambiata. Ho chiesto scusa, ma l’immagine che si creò mi ha penalizzato”. Ha espresso rammarico anche per l’episodio con Burdisso alla Sampdoria.

Nonostante tutto, Rossi ha mantenuto un forte legame con le piazze in cui ha allenato. La sua ultima esperienza è stata al Foggia. “L’ho fatta perché quando un territorio ti chiama, devi essere presente”. Riguardo al futuro, non ha chiuso le porte. “Sarò sempre un allenatore di calcio. Se qualcuno si interessasse, mi renderei disponibile”.

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