Novak Djokovic ha lanciato una proposta radicale per riformare il tennis. Secondo il pluricampione Slam, l’obiettivo è rendere lo sport più avvincente e sostenibile sia per i giocatori che per il pubblico, riducendo la durata degli incontri. L’idea è stata presentata durante il Fanatics Fest, un evento dedicato allo sport che si è svolto a New York.
La proposta di Djokovic prevede una modifica sostanziale del sistema di punteggio. Il tennista serbo ha suggerito di disputare gli incontri al meglio dei cinque set, ma con parziali che si concludono al raggiungimento dei quattro game, invece dei tradizionali sei. Inoltre, ha proposto l’abolizione dei vantaggi sul 40-40, introducendo il cosiddetto “killer point”.
“Dovremmo cambiare il formato del punteggio”, ha dichiarato Djokovic durante la manifestazione. “Giocare fino ai quattro game per parziale, possibilmente senza vantaggi. In questo modo potremmo mantenere le partite entro l’arco delle due ore, una soluzione che sarebbe migliore per tutti”.
Questo modello non è una novità assoluta nel mondo del tennis. Un sistema di punteggio simile, infatti, è già utilizzato nelle Next Gen Finals, il torneo di fine stagione riservato ai migliori talenti Under 21 del circuito. La competizione ha visto in passato il successo di futuri campioni come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, dimostrando la sua validità in un contesto ufficiale.
L’estensione di questo formato a tutti i tornei del circuito ATP rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione, cambiando drasticamente le dinamiche e le strategie di gioco. La spinta di Djokovic verso questa innovazione potrebbe essere legata alla volontà di competere più a lungo ai massimi livelli, sfidando atleti anagraficamente più giovani e avvantaggiati sulla lunga distanza.
La proposta assume contorni particolari se si considera il rapporto di Djokovic con le “maratone” tennistiche. Il serbo ha costruito parte della sua leggenda proprio su partite estenuanti. Basti pensare alla finale degli Australian Open del 2012 vinta contro Rafael Nadal dopo quasi sei ore di gioco, o a quella di Wimbledon 2019, dove ha trionfato su Roger Federer annullando due match point in un incontro durato quasi cinque ore.
Anche in tempi più recenti, nonostante l’avvicinarsi dei quarant’anni, Djokovic ha dimostrato una straordinaria resistenza. A Wimbledon ha superato un avversario in una sfida al quinto set e agli Australian Open ha battuto Sinner in semifinale dopo un match di oltre quattro ore, confermando la sua capacità di eccellere anche nelle battaglie più logoranti.









