Novak Djokovic ha analizzato con lucidità e sportività la sconfitta subita nella semifinale di Wimbledon, riconoscendo la superiorità schiacciante di Jannik Sinner. Il campione serbo, superato con un netto triplo 6-4 sul Campo Centrale, non ha cercato alibi ma ha offerto una valutazione sincera della partita. “Lui era almeno un livello sopra di me, se non due”, ha dichiarato a caldo, sottolineando il divario visto in campo.
A differenza dell’incrocio dello scorso anno sull’erba londinese, non ci sono stati infortuni a condizionare la sua performance. Djokovic ha tenuto a precisare di essere sceso in campo in buone condizioni fisiche. “Non c’era molto che potessi fare, è stata una ripassata. L’anno scorso ero infortunato, ma quest’anno stavo bene, magari non fresco come a inizio torneo, ma in forma. Lui è stato semplicemente il migliore”.
Entrando nel dettaglio tecnico del match, il 39enne ha ammesso le sue difficoltà nel tenere il ritmo imposto dall’italiano. “Ero almeno mezzo passo più lento su ogni colpo, non ero abbastanza reattivo, non ero pronto a giocare contro di lui a questo livello. È stato dominante”, ha spiegato Djokovic, descrivendo una sensazione di impotenza di fronte alla precisione dei colpi di Sinner. “L’unica cosa che posso dire è complimenti, ha giocato una partita incredibile”.
Nonostante la delusione, lo sguardo di Djokovic è già proiettato al futuro, con un pensiero speciale per il torneo londinese. Ha espresso il desiderio di tornare a Wimbledon anche il prossimo anno, quando avrà compiuto 40 anni. “Mi piacerebbe tornare almeno per un’ultima volta”, ha confidato, lasciando aperta la porta a una nuova partecipazione allo Slam che ha vinto più volte in carriera.
Tuttavia, il campione serbo si trova di fronte a un’importante riflessione personale. Dovrà valutare se il suo livello attuale, che gli consente di raggiungere le fasi finali dei tornei più prestigiosi ma non di vincerli, sia sufficiente per soddisfare le sue ambizioni. “L’anno scorso ho fatto semifinale in tutti gli Slam, quest’anno finale in Australia e semifinale qui. Per il 99% dei giocatori sarebbe un risultato eccezionale”.
“Io ho la sfortuna, o la fortuna, di essere abituato a standard diversi, sono abituato a vincere”, ha continuato. Questa mentalità lo porta a considerare una sconfitta in semifinale contro il numero uno del mondo come un risultato deludente. “Uscire da un torneo così lascia l’amaro in bocca. Ora devo voltare pagina e vedere cosa mi riserva il futuro. Quando sto bene, sento di poter ancora competere con chiunque”.





