Due casi di colera in Campania

Photo Lapresse/ Stefano Cavicchi

CASERTA – Ritorna il colera in Campania dopo quasi cinquant’anni. I due casi sono stati registrai in provincia di Caserta, a Sant’Arpino in una donna e nel figlio di due anni, immigrati appena rientrati dal Bangladesh: lo rende noto l’ospedale Cotugno, dove sono ricoverati.

Situazione sotto controllo I contatti familiari sono stati individuati e sono ora sotto stretta osservazione sanitaria. La situazione è del tutto sotto controllo, assicura il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera, Antonio Giordano. Si tratterebbe dei primi casi in Italia dal 2008, secondo i dati dell’Ecdc, mentre in Europa sono decine l’anno i casi di colera importato.

Lo stato di salute delle due immigrate

Le condizioni della donna non destano alcuna preoccupazione. Più serie quelle del bimbo, che – trasferito al Cotugno dall’ospedale pediatrico Santobono – è stato ricoverato fino a stamattina in rianimazione.

Colera, cos’è

Il colera è una malattia acuta dell’intestino provocata da batteri appartenenti al genere dei vibrioni che si presentano come bastoncelli con una incurvatura tipica che li fa sembrare una virgola (Vibrio comma). I vibrioni del colera a loro volta producono una tossina attiva sulle cellule della mucosa intestinale. Vibroni di altri sottogruppi sono in grado di scatenare gli stessi sintomi.

Sintomi del colera

Il colera si manifesta da poche ore a cinque giorni dopo il contagio, di solito tra i 2 e i 3 giorni, e i sintomi tipici sono diarrea acquosa, vomito, rapida disidratazione, abbassamento della temperatura (ipotermia). Questi segni però, se non trattati, possono portare addirittura allo stato di shock e alla morte

Come si trasmette il colera

Il colera è una malattia a trasmissione fecale-orale che si contrae in seguito all’ingestione di sostanze contaminate (alimenti o acqua). Gli agenti responsabili della malattia sono molto resistenti nell’ambiente esterno e in acqua e possono trovarsi nei cibi crudi, come il pesce, i molluschi e i crostacei, ma anche nella verdura. Il colera è particolarmente contagioso poiché si può trasmettere anche dopo la guarigione clinica. Alcuni soggetti possono diventare portatori cronici o sani e per mesi potrebbero ritrovarsi ad eliminare i vibroni con le feci.

Diagnosi e cura del colera

La diagnosi del colera è clinica, dai sintomi il medico infatti determina la presenza della malattia. Inoltre, grazie a tamponi rettali, è possibile identificare la presenza di V.Cholerae. Quanto alla cura, il trattamento base e immediato è rivolto al contenimento dei sintomi. In alcuni casi, quelli gravi, si prescrivono antibiotici. Particolare attenzione bisogna porla sui soggetti che vivono nello stesso ambiente di un paziente in quanto il rischio contagio è infatti molto alto. Si consiglia in ogni caso di lavarsi sempre le mani e pulire i servizi igienici.

Prevenire il colera

La prevenzione del colera è importante e possibile. Esistono infatti due vaccini raccomandati dall’OMS. Inoltre il suggerimento è quello di disinfettare sempre posate, servizi igienici, biancheria e utensili in modo da ‘uccidere’ i vibroni del colera. In generale per il colera valgono gli stessi consigli utili per i viaggi all’estero: quindi evitare il cibo a temperatura ambiente e crudo (particolare attenzione a pesce, crostacei e molluschi), così come il ghiaccio e i gelati. Si sconsiglia di lavarsi i denti con acqua non potabile e di bere bevande non imbottigliate e chiuse.

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