Duecento milioni di euro per la Terra dei Fuochi. Vadalà: “Ora i primi 100. La strada è quella giusta”

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Giuseppe Vadalà, in divisa, commissario della Terra dei Fuochi
Giuseppe Vadalà, in divisa, commissario della Terra dei Fuochi

NAPOLI – “Le risorse ci sono, sono ampie, le ripeto: si lavora su 60 milioni di euro del 2025, di cui 30 usati per lo smaltimento dei rifiuti in superficie e 30 per le prime caratterizzazioni. Poi, ci sono 100 milioni per il 2026 ed altri 100 milioni per il 2027 destinati alle progettazioni”. Sono le cifre sul lavoro nella Terra dei Fuochi fornite ieri dal commissario unico, Giuseppe Vadalà, a margine del suo intervento alla VII commissione Ambiente al consiglio regionale. “Le bonifiche camminano su fondi destinati, si ricordi che oltre a dare sicurezza su salute cittadini a disinquinare, c’è un investimento per la riqualificazione dei territori, i fondi investiti rendono bene”, ha aggiunto il commissario, che ieri mattina, accompagnato dall’incaricato per la Terra dei fuochi, viceprefetto Ciro Silvestro, ha effettuato un sopralluogo al campo rom di via Carrafiello, a Giugliano dove nei giorni scorsi si sono registrati alcuni incendi.

“Giugliano è un punto nodale, è un punto di arrivo di un traffico per tanti che sanno portare cose che non devono portare, ma c’è grande sinergia con la Prefettura per risolvere questa questione e voglio ricordare che ci sono stati risultati importanti come i 50 arresti e le 400 aziende chiuse perché non in regola”. E ancora: “Con un inquinamento che è trentennale, o almeno ventennale, nessuno può fare dei miracoli. C’è solo un lungo lavoro da fare, che è iniziato: dobbiamo essere certi, sicuri di aver intrapreso la strada giusta rispetto a quello che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha detto e a quello che il governo ha messo a punto”.

“Ci troviamo di fronte a 90 comuni, 150mila ettari, 1 milione e 900mila abitanti. Ci sono dei profili di illegalità o criminalità molto larghi e c’è ancora un sottobosco che vive della gestione illegale del rifiuto”, ha ricordato il commissario, aggiungendo: “Sicuramente si deve fare di più. Ci sono i dati degli incendi che, secondo i numeri divulgati dal prefetto di Napoli, sono in diminuzione rispetto all’anno scorso. Ma è ovvio che questo non può bastare”. Per Vadalà occorre “lavorare su tre assetti principali. Il primo assetto riguarda prevenzione e contrasto. Poi la gestione dei rifiuti, che è migliorabile. Il terzo punto di intervento è quello della sensibilizzazione: ci sono certo dei criminali – e li chiamiamo così perché se attentano alla nostra salute sono criminali – incalliti che gettano rifiuti speciali, rifiuti importanti, amianto e altro, ma ci sono anche i piccoli sacchetti che ancora ritroviamo”.

Secondo Salvatore Flocco, presidente della commissione Ambiente, “sui circa 1.500 ettari di terreni agricoli individuati come prioritari, sono stati finora indagati oltre il 72% del totale, e 110 ettari risultano interdetti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Sul fronte del contrasto agli abbandoni illeciti le operazioni hanno consentito lo smaltimento di oltre 5 mila tonnellate di rifiuti. La struttura commissariale ha avviato 25 bonifiche, soprattutto attività di caratterizzazione”. “In merito agli illeciti ambientali, i dati illustrati in audizione parlano di oltre 40mila controlli effettuati, che hanno prodotto 58 arresti e un valore dei sequestri di attività stimato in circa 279 milioni”. Va adesso rafforzato “il coordinamento tra commissione, assessorato regionale, struttura commissariale, Comuni, Arpac, forze dell’ordine e tutti gli enti coinvolti”.

Il componente della commissione Marco Villano ha posto l’attenzione su quattro temi centrali. In primo piano la prevenzione sanitaria, con il rilancio del Polo oncologico della Maddalena di Aversa, definito un progetto strategico per rafforzare l’assistenza ai cittadini di un territorio segnato per anni da gravi criticità ambientali. Villano ha poi affrontato il problema dei rifiuti marini che ogni anno si accumulano sulle coste campane, chiedendo risorse dedicate per sostenere i Comuni nelle attività di raccolta e smaltimento, in linea con la Legge Salvamare. Sul fronte delle bonifiche, ha sollecitato un’accelerazione degli interventi attraverso il coinvolgimento di società pubbliche specializzate. Infine, ha chiesto aggiornamenti sullo stato delle bonifiche in provincia di Caserta, con particolare riferimento al territorio di Casaluce.

“Il realismo del commissario nell’affrontare una problematica che si trascina da decenni è apprezzabile, ma proprio per questo occorre eliminare gli ostacoli burocratici che rallentano caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati in Campania” ha detto da parte sua il componente Pietro Smarrazzo. Per il consigliere di Casa Riformista è significativo il confronto su un regolamento unico degli enti d’ambito per semplificare procedure e smaltimento degli inquinanti. Tra le priorità anche la gestione delle plastiche agricole, consentendo agli agricoltori di conferire direttamente i rifiuti speciali non pericolosi in apposite isole di stoccaggio.

“Le bonifiche dei siti contaminati tra Napoli e Caserta stanno finalmente entrando in una fase operativa attesa da anni dai cittadini” dice la componente di minoranza (Lega) Michela Rostan, che sottolinea l’importanza degli oltre 200 milioni di euro stanziati dal Governo per il biennio 2026-2027 e invita a non abbassare la guardia. “La vera sfida è restituire questi territori alla collettività attraverso sviluppo, occupazione e valorizzazione agricola”, aggiunge.

E domani la commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli altri illeciti ambientali e agroalimentari terrà una conferenza stampa a Casal di Principe. Pochi giorni fa l’organismo ha approvato la relazione sulla Terra dei Fuochi e a presentarla saranno il presidente della commissione Jacopo Morrone e i relatori di maggioranza e di minoranza: Gimmi Cangiano (FdI) e Carmela Auriemma (M5s).

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