E’ la solita recita, ma Tav o no i grillini si terranno stretta la poltrona

Di Maio e i suoi accusano la Lega di volere un’opera che rappresenta uno spreco e al tempo spesso un disastro per l’ambiente e per le finanze dello Stato. Sono loro però gli alleati della Lega

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Non siamo un popolo di imbecilli. E quando il Movimento 5 Stelle sventola il suo innocuo “no” all’alta velocità Torino-Lione ci offende. Con una strategia infantile e autolesionistica insulta un popolo che ha una tradizione politica lunghissima. E non aspettava certo i grillini per farsi prendere per i fondelli.

Di Maio e i suoi accusano la Lega di volere un’opera che rappresenta uno spreco e al tempo stesso un disastro per l’ambiente e per le finanze dello Stato. Ma sono loro gli alleati della Lega. Se i loro sederi non fossero inchiodati alle comodissime poltrone del Parlamento si sarebbero già dimessi.

Se non fosse per la sete di potere non ci si sarebbero nemmeno seduti, su quelle poltrone, come da queste colonne abbiamo detto più volte. E invece andate a sentire cosa dicono dei 5 Stelle a Taranto, a proposito dell’Ilva o in Val di Susa circa la Tav o tra i No-Vax, che una volta credevano nel cambiamento.

Sono tutti furiosi, delusi, disperati. Il Movimento si presentava come qualcosa di inedito, di diverso da tutto e da tutti. Un modello di efficienza, di competenza, di onestà, di coerenza. Soprattutto di coerenza. Hanno scoperto che erano parole in libertà. Slogan. E che ora dovranno combattere contro un nuovo nemico.

Non solo. I grillini vogliono tenersi stretto il potere senza pagare dazio. Senza subire il contraccolpo, in termini di immagine, derivante dal tradimento di tutte gli impegni che avevano preso prima delle elezioni. E invece no, non succederà. Ci sono dentro fino al collo e dovranno prendersi la responsabilità di tutto.

Se la Tav si farà, la responsabilità sarà loro, molto più che della Lega. Perché quest’ultima non fa altro che rispettare un impegno nei confronti del proprio elettorato. I grillini, invece, fanno l’esatto contrario. Non solo sono al governo pur avendo perso le elezioni. Ci restano a qualsiasi costo.

Sono entrati nel governo tradendo la promessa di non allearsi con i partiti. E ci rimangono, nonostante il governo (e quindi loro) stia prendendo decisioni di senso diametralmente opposto rispetto alla posizione espressa e ribadita in più occasioni dalla loro base.

Rappresentano la peggiore degenerazione della politica che si ricordi. Non solo per la mancanza di trasparenza e democrazia interna. Non solo per il tradimento del mandato elettorale. Ma anche e soprattutto perché dimostrano di considerarci solo una massa di pecoroni. Si sbagliano di grosso.

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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