Elenoire Casalegno: «Scudetto indimenticabile»

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Cronache sport calcio
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Elenoire Casalegno è stata voce e volto dello spettacolo che ha animato il prepartita di Inter-Verona, in occasione della consegna dello scudetto a San Siro e della successiva parata per le vie di Milano. Dichiarata tifosa nerazzurra, la showgirl ha condiviso le sue emozioni per il trionfo della sua squadra.

Interrogata su quale scudetto occupi un posto speciale nei suoi ricordi, non ha avuto esitazioni nel citare la stagione del Triplete. “Sicuramente quello, credo sia nel cuore di tutti gli interisti perché quel momento e tutta quella stagione sono stati indimenticabili. Però anche quello di quest’anno ha un sapore particolare”, ha spiegato.

La conduttrice ha poi espresso grande apprezzamento per il lavoro del tecnico. “Questo è lo scudetto di Simone Inzaghi. All’inizio del suo percorso c’era curiosità su come avrebbe potuto incidere, invece ha dato a tutti delle grandi soddisfazioni. È stata una grande rivelazione, non solo come professionista ma anche dal punto di vista umano”.

Casalegno ha poi raccontato come ha vissuto i festeggiamenti per le vittorie stagionali. “Ho festeggiato lo scudetto prima allo stadio e subito dopo in Piazza Duomo. Per quanto riguarda il ‘double’, si può dire che due è meglio di uno”.

I ricordi si sono poi spostati sull’anno del Triplete e sulla memorabile finale di Champions League a Madrid. La showgirl ha rivelato di aver affrontato la trasferta in condizioni non ottimali. “Sì, ero lì. Sono partita con 39 e mezzo di febbre. La sera prima avevo lavorato fino alle 3 di notte e la sveglia era puntata per la partenza del mattino”.

L’avventura è iniziata con un imprevisto. “Mi hanno chiamato alle 8 dicendomi che mi stavano già aspettando tutti all’aeroporto. Mi sono vestita in dieci minuti, lasciando il pigiama sotto i vestiti, e mi sono catapultata. Appena arrivata a Madrid, la prima cosa che ho cercato è stata una Tachipirina”.

Una giornata movimentata ma conclusasi nel migliore dei modi. “Tra le medicine e l’euforia per la vittoria, quella sera mi è passato tutto. È stato spettacolare, conservo un grande ricordo di quel momento”, ha concluso.

Infine, un accenno al rapporto con i tifosi delle altre squadre, tra scaramanzia e sfottò. “Non faccio mai pronostici sulle partite dell’Inter. Prima di un derby evito persino di salutare gli amici milanisti. Dopo la vittoria dello scudetto, però, è diverso. Vado dai miei amici juventini o napoletani e intono i cori interisti. Lo sfottò fa parte del gioco”.

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