Leclerc, incidente a Monaco: scoppia il caso dei freni

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Cronache sport formula1
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Charles Leclerc ha concluso il suo Gran Premio storico di Monaco contro le barriere. L’incidente, avvenuto all’ultima curva del tracciato, ha causato il ritiro del pilota dalla competizione.

Le dichiarazioni immediate del monegasco hanno indicato un problema all’impianto frenante della sua Ferrari, affermando che tre dischi su quattro non funzionavano. In serata, il Gruppo Brembo, fornitore ufficiale, ha emesso una nota stampa in cui ha espresso sorpresa per le parole del pilota, sottolineando la solida partnership che prosegue da oltre 50 anni con la Scuderia.

Brembo ha dichiarato di non conoscere ancora le cause del problema e ha ritenuto prematuro formulare valutazioni tecniche definitive. L’azienda ha specificato che è necessario esaminare i dati di telemetria insieme agli ingegneri del team per identificare con precisione l’origine dell’episodio, come avviene di prassi in queste situazioni.

Lo stesso Leclerc, tuttavia, ha fornito un elemento cruciale, definendo la situazione “inaccettabile” ma ammettendo l’esistenza di una soluzione tecnica già disponibile. Il pilota ha spiegato di aver preferito rinviare l’adozione di tale aggiornamento alla gara successiva. La stessa soluzione è stata invece utilizzata senza problemi dal suo compagno di squadra, Lewis Hamilton, nelle ultime tre gare.

L’ipotesi più accreditata è che l’incidente sia stato causato da una combinazione di fattori legati alla temperatura di esercizio dei freni. Il problema principale sarebbe la temperatura troppo bassa dei dischi, specialmente al posteriore, che non ha permesso di generare una decelerazione efficace al momento della frenata.

Alla base del problema potrebbe esserci una regolazione del sistema di rigenerazione dell’energia (MGU-K). Le attuali power unit recuperano energia sia in fase di rilascio dell’acceleratore sia in frenata. Proprio per il weekend di Monaco, la FIA aveva inoltre deciso di ridurre la potenza erogata dalla parte elettrica per ragioni di sicurezza.

Questa modifica potrebbe aver reso meno necessaria la ricarica in frenata sull’asse posteriore. Una diversa modulazione al ribasso della rigenerazione avrebbe quindi contribuito a portare i freni posteriori fuori dalla loro finestra di temperatura ideale, rendendoli troppo freddi. Le basse velocità medie del tracciato monegasco, infine, non aiutano a mantenere l’impianto in temperatura.

Questa rimane un’ipotesi che il team e Brembo dovranno confermare attraverso un’accurata analisi dei dati. Il fatto che Hamilton non abbia riscontrato anomalie e che Leclerc avesse lamentato uno scarso feeling in frenata per tutto il weekend rafforza la teoria. Ulteriori chiarimenti sulle cause e sulle soluzioni adottate arriveranno nel prossimo futuro.

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