Elezioni, Letta: “All’estero temono la destra al governo, ricordano il baratro del 2011”

Lo afferma il segretario del Pd

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto: Enrico Letta

MILANO – “Draghi è stato giustamente molto istituzionale parlando di ‘qualunque governo’. La verità è che all’estero oggi aleggia un incubo. Tutti ricordano il baratro del 2011, con il governo Berlusconi – e Tremonti e Meloni ne erano ministri – costretto a dimettersi perché il Paese era sull’orlo della bancarotta. Dieci anni dopo l’Italia si è rialzata ed è risanata. Ma ecco che loro si ripresentano nella stessa formazione pronti per una nuova bancarotta. La preoccupazione evidentemente c’è tutta ed è legittima. I protagonisti sono gli stessi tre di allora, con dieci anni di più e nessuna lezione imparata dagli errori fatti”. Lo afferma il segretario del Pd, Enrico Letta, in una intervista ad ‘Avvenire’.

“Noi possiamo ribaltare i pronostici e vincere. Dobbiamo convincere il 10% di indecisi. Con i Verdi già governiamo in Europa, dove ad esempio la stessa Ursula Von der Leyen porta avanti posizioni radicalmente diverse da quelle di Meloni e Salvini e molto più compatibili con quelle nostre e di Bonelli. E la destra italiana a non essere “europea”. Vale a dire avanzata, civile, moderna. Sono, piuttosto, al fianco dell’Ungheria e di quel regime reazionario e negazionista, a partire dai temi ambientali. Lo stesso può dirsi sulle questioni sociali o su quelle migratorie e della cittadinanza. L’ostilità pregiudiziale di questa destra a una misura di civiltà come lo ius scholae, per fare un altro esempio, è dichiarata e intollerabile. Se vincessero loro si arresterebbe ogni possibilità di progresso. Di nuovo o di qua o di là: da una parte, discriminazioni e politiche reazionarie; dall’altra, integrazione, inclusione e politiche progressiste. È qui la scelta”. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, in una intervista ad ‘Avvenire’.

(LaPresse)

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