Esplode un’autocisterna sulla Salaria, due morti e almeno 10 feriti

A dare la notizia è stato il sito RietiLife. Anche i caschi rossi hanno comunicato con un twee l'intervento delle loro squadre al distributore di benzina in fiamme

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ROMA – Esplode un’autocisterna piena di liquido infiammabile. L’incidente si è verificato attorno alle 14, in un distributore di carburante Ip sulla via Salaria.

Prima l’incendio, poi l’esplosione

La stazione di servizio si trova in prossimità di Borgo Quinzio, nel Reatino.

Due morti e almeno dieci le persone ferite. Coinvolti anche tre vigili del fuoco e vari soccorritori. Prima ci sarebbero state le fiamme: l’incendio, per cause ancora da accertare, si è innescato durante la fase di scarico del Gpl dall’autocisterna. Poi il boato, quando sul posto erano già arrivati i primi caschi rossi.  La strada è stata chiusa al traffico

A dare la notizia è stato il sito RietiLife. Anche i caschi rossi hanno comunicato con un twee l’intervento delle loro squadre al distributore di benzina in fiamme

Le vittime

A perdere la vita sono stati un vigile del fuoco in servizio nel distaccamento di Poggio Mirteto e un uomo che al momento dell’esplosione dell’autocisterna di Gpl si trovava nei pressi del distributore: il suo corpo è stato trovato in una vettura incendiata.

L’esplosione ha sbalzato i mezzi presenti dall’area di servizio per diversi metri.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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