Esposito-Nappi ora egemoni: scatta l’assedio ai Troncone

NAPOLI – Un colpo ai gruppi di Fuorigrotta. E un altro ai D’Ausilio. L’assoluzione del ras Massimiliano Esposito sposta equilibri importanti nell’area occidentale della città. Lo sanno bene gli investigatori, che già registrano i primi segnali dal territorio. La scarcerazione ha rinsaldato l’asse con il cartello Iadonisi-Cesi. Ora a Fuorigrotta è scattato l’assedio ai Troncone, che – si sa – tollerano poco l’accerchiamento. Per gli inquirenti, è di nuovo accesa la miccia della faida. 

I quartieri sono collegati in un asse criminale senza precedenti. Quello che accade a Fuorigrotta, ha ripercussioni a Bagnoli e Pianura. E viceversa. Negli ultimi giorni è accaduto di tutto. Bagnoli, Cavalleggeri d’Aosta e Fuorigrotta sono una ‘polveriera’. Si è riacceso lo scontro tra i Iadonisi-Sorianello-Esposito e i Troncone-Zazo. Ha ripreso quota il ‘sistema’ di Bagnoli (Esposito-Nappi) e Cavalleggeri d’Aosta. Cosa succederà, lo diranno i fatti. A Bagnoli tutto (o quasi) è cambiato dopo la decisione della terza sezione della Corte d’Appello: non si può procedere nei confronti di Massimiliano Esposito, annullata la precedente condannata a tre anni in virtù della quale rimaneva ancora detenuto. Per il principio del ‘ne bis in idem’, nessuno può essere accusato due volte per il medesimo fatto. Il 49enne era stato già processato per la violazione della sorveglianza speciale. Così gli avvocati Antonio Abet e Rocco Maria Spina hanno presentato la richiesta di scarcerazione. Ecco il caso: quando viene contestato un allontanamento dal domicilio, gli episodi dei controlli delle forze dell’ordine a casa non sono singole violazioni (assorbite dal reato più grave). Il 49enne, soprannominato lo scognato, ha lasciato il carcere di Prato per raggiungere la Calabria, dove trascorrerà l’ultimo periodo, prima di tornare a Napoli. Intanto stando alle informative delle forze dell’ordine, nel capoluogo campano i clan negli ultimi mesi se le sono date di santa ragione. Senza risparmiare colpi. “E continueranno a farlo  – spiega un investigatore esperto – se i ras non si siederanno a un tavolo, per parlare di pace”. Cosa alquanto improbabile, dopo gli ultimi assalti a colpi di pistola. Anche perché ormai gli scenari sono ben delineati: gli Iadonisi-Cesi-Sorianiello, spalleggiati dagli Esposito di Bagnoli contro i Troncone-Zazo, che hanno il quartier generale nella zona di via Caio Duilio. Gli Iadonisi sono stati abili a tessere la tela delle alleanze, prima con i Sorianello della ‘99’ al rione Traiano e poi con gli Esposito di Bagnoli (dopo una breve diaspora). Insomma una ragnatela di partner, pronti ad aiutarsi reciprocamente in caso di difficoltà. Gli investigatori s’aspettano nelle prossime ore un ‘colpo’ forte. L’epicentro potrebbe essere a Bagnoli, come Fuorigrotta. Gli Esposito oggi possono far sentire la voce. E’ un dato di fatto. Che le cose non stiano messe bene, lo dicono i fatti. Vediamo perché. A Fuorigrotta i boss dei Troncone e degli Iadonisi-Cesi si fanno vedere molto poco in giro. Sono blindati nelle abitazioni. Secondo la polizia, vuole dire che si sentano nel mirino. Probabilmente lo sono. Gli investigatori usano non a caso la parola ‘rintanati’. I ras ‘evitano’ di incontrarsi in strada per molto tempo. Sono guardinghi, circospetti e adottano ogni precauzione, per evitare i blitz armati dei rivali. Al rione Lauro è cambiato tutto nelle ultime settimane. Qui non ci sono più capi e in questo momento storico comandano i boss dal carcere. In che modo? Mandano imbasciate e ordini ai colonnelli in ‘trincea’. Qualunque persona posta al comando nelle palazzine, potrebbe essere facilmente presa di mira dai rivali. Intanto il gruppo Esposito-Nappi vuole recuperare il terreno perso, dopo la battuta d’arresto un anno fa, con il pentimento di Yusseff Aboumouslim.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome