Europee, Zingaretti: “Vincere è arrivare al 22-23%”. Calenda: “Non mi basta”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Nicola Zingaretti

MILANO – Il tempo stringe, le maglie si stringono e anche il centrosinistra deve schiacciare il piede sull’acceleratore a meno di una settimana dalle europee. Così Nicola Zingaretti carica a testa bassa il governo Lega-M5S: “Il ministro del Tesoro ha detto che i conti sono allo sfascio, mi auguro che il governo non metta la patrimoniale”.

Il segretario ostenta sicurezza, ripete che il Partito democratico vincerà la sfida alle urne, ma i feedback che arrivano non sono ancora quelli sperati. “Un anno fa l’80 percento dei commentatori e forse degli italiani era convinto che il Pd non aveva più un ruolo, per me vincere vuol dire che si arrivi al 22-23% per riaprire la partita”.

Per centrare l’obiettivo il leader ha solo una possibilità: attaccare a testa bassa i diretti avversari

“L’Italia si è fermata, perché in 11 mesi tutti i problemi che l’Italia aveva il governo li ha peggiorati”. Ospite di ‘Pomeriggio 5’, poi, si lascia andare con una battuta che, alla fine, risulta efficace: “Questo esecutivo è come Mark Caltagirone, litigano ma non fanno niente”.

Il nuovo corso dem riparte dalle periferie, con l’inaugurazione del circolo di Casal Bruciato, il quartiere di Roma finito sotto i riflettori per la protesta di alcuni abitanti contro l’assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia di etnia Rom, con tanto di manifestazioni delle formazioni di estrema destra.

Zingaretti vuole dare plasticamente il senso dello spirito del suo mandato, partendo dalla sua città di origine. “Oggi il Pd è più unito, vuole chiamare a raccolta parte della società per combattere e mi auguro che la lista unitaria venga vista come un’opportunità”. Lo testimonia il rientro nel partito di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che abbandonò il Nazareno nel 2017 per dare vita ad Articolo1 con Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. Non tutti, però, apprezzano il ‘nuovo’ corso, soprattutto nell’area che fa riferimento a Matteo Renzi. Ma ci sarà tempo per riparlarne dopo le europee.

Intanto l’ex premier è tornato in campo, al fianco del capolista al nord-est, Carlo Calenda, ispiratore del manifesto Siamo Europei. “A me il 20% non basta nemmeno per iniziare la partita”, tuona il candidato nella circoscrizione nord-est, che chiede di tornare in piazza, per battere non solo il M5S ma soprattutto la Lega: “La vulgata del 30% mi ha rotto le scatole”. Renzi ascolta, assorbe la sala dell’Auditorium della Fondazione Cariplo di Milano (piena), e annuisce.
(LaPresse)

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